10 minuti, il film dal romanzo di Chiara Gamberale

Possono dieci minuti al giorno cambiare il corso di una vita? La risposta è sì: è quello che accade alla protagonista del film Dieci minuti, proposto questa sera, giovedì 4 aprile, alle ore 21.15 al comunale di Tesero all’interno della rassegna “Il Piacere del cinema”. Diretto da Maria Sole Tognazzi, il film racconta il percorso di ricostruzione di una quarantenne, interpretata da Barbara Ronchi, grazie alla terapia cognitivo-comportamentale proposta dalla psicologa Margherita Buy. Il film è ispirato al libro di Chiara Gamberale Per dieci minuti.

la trama

Bianca (Barbara Ronchi) è una giornalista che, di punto in bianco, viene licenziata dal giornale dove lavorava e per di più viene scaricata dopo quasi vent’anni dal marito Niccolò (Alessandro Tedeschi). Incapace di accettare l’abbandonotenta il suicidio.

Dopo il ricovero ospedaliero, inizia un percorso terapeutico con la dottoressa Giovanna Brabanti (Margherita Buy). La psicologa comportamentale, severa e schietta, le propone di fare qualcosa di nuovo ogni giorno per dieci minuti.

Così, Bianca sperimenta esperienze mai vissute prima, lasciandosi alle spalle la dimensione egoriferita della sua esistenza. Ad esempio, incontra per la prima volta Jasmine (Fotinì Peluso), sorella molto più giovane di lei che il padre ha avuto da un’altra donna.

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In un percorso di ricostruzione e rinascita, Bianca riuscirà a ritrovare se stessa e a ricucire gli strappi della sua vita passata.

Il romanzo di Chiara Gamberale

Liberamente ispirato al bestseller autobiografico del 2012 Per dieci minuti, il film segna il ritorno di Maria Sole Tognazzi al cinema nove anni dopo Io e leiNel mezzo, la serie di successo Petra, con Paola Cortellesi, su Sky. «Prima di iniziare a scrivere il copione ho parlato con Chiara e le ho chiesto se potevo sentirmi libera nella trasposizione» ha raccontato la regista.

Successo di pubblico e critica, il romanzo racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma sempre necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere. Il libro, ha detto la scrittrice in conferenza stampa, «è entrato nei percorsi terapeutici e l’idea della trasposizione mi ha dato da subito gioia e curiosità. Il romanzo è più una commedia alla Nora Ephron, qui invece prevale il dramma».

Chiara Gamberale, ha detto la regista, «era felicissima che il suo romanzo fosse nelle nostre mani, non aveva nessun tipo di paura, e ci ha spronato a sentirci libere».

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