In un libro i 50 anni della Latemar

Non è solo un libro celebrativo per i 50 anni, né solo la storia della società che ha costruito gli impianti di sci a Predazzo, (se escludiamo ovviamente la sciovia di Loze), ma è anche in parte uno spaccato della storia di Predazzo, della sua economia, delle problematiche e dei contrasti all’interno della comunità locale che lo sviluppo turistico dell’Alta val di Fiemme ha prodotto.

Parliamo del libro, curato dal giornalista Mario Felicetti “Latemar e Latemar 2200: voglia di futuro”.  Un centinaio di pagine con una ricca documentazione fotografica che ci riporta alla fine degli anni ’60 quando nacque la società “Latemar” presieduta da Ugo Sala. I lavori iniziarono nel 1970 con qualche difficoltà nei rapporti con la Regola Feudale, proprietaria del “Feudo” su cui era prevista la costruzione dei nuovi impianti e delle piste. Nella Regola ci fu chi contestò l’esproprio dei terreni e anche i rapporti con la Itap di Pampeago, che aveva aderito da subito all’iniziativa non furono idilliaci.

Il libro racconta quindi la svolta con la Regola Feudale, il ruolo del Comune, i nuovi programmi del 1974 con il nuovo CDA presieduto da Francesco Morandi, la protesta di Cesare Ciralli che nel 1976 diventa il nuovo presidente, carica che terrà fino al 1985, anno decisivo con la ricostituzione del capitale e il nuovo statuto.

Nell’86 gli impianti chiudono, nasce la Latemar 2200, e nel 1992 c’è la “sofferta adesione del Comune”. Nel frattempo si chiariscono anche i rapporti con la Regola feudale. I nuovi impianti, con partenza da Stalimen, entreranno in funzione nel dicembre 1995.

La narrazione prosegue con gli ultimi anni ’90, la celebrazione nel 2005 del primo decennale e il cambio al vertice del 2006 con la nascita della Latemar Holding spa, l’alpin coaster del 2006, la nuova pista Torre di Pisa, le preoccupazione del 2012 per la contrazione dei ricavi e la valanga del 2014 che bloccò l’attività. Nel 2015 la ripresa, la progettazione del nuovo bacino di Tresca, la fusione con Obereggen e il nuovo statuto. Nel 2020 la nuova presidenza Sigfried Pichler vede gli impianti bloccati dalla pandemia, ma anche la demolizione della vecchia stazione.

La pubblicazione propone infine un’appendice sulla storia e l’attività della “Montagna animata”, gestita da Sara Azzolini, iniziata nel 2010, e si conclude con le testimonianze di Italo Craffonara, Gianfranco Redolf e Nicolò Tonini, mentre in apertura ci sono i consueti saluti del presidente, della sindaca, di Piero Degodenz e del curatore Mario Felicetti.

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