A pranzo con Jannik Sinner

Parla di lui l’intero mondo tennistico e non solo, dopo che Jannik Sinner, diciannovenne altoatesino, ha tenuto botta a sua maestà Rafael Nadal in quel di Parigi. Infatti Sinner è stato l’unico, durante l’intero torneo, ad opporsi allo strapotere del fenomeno spagnolo mettendolo seriamente in difficoltà, nei primi due set di un incontro che li ha visti opposti al Roland Garros, in quello che è considerato il tempio mondiale della terra rossa tennistica, il torneo dei tornei.

Oggi, grazie anche ai risultati parigini, Sinner è il numero 46 al mondo ed è il più giovane giocatore nei primi 100.

Mi viene spesso in mente il 3 marzo dello scorso anno, quando si tenne a Trento la finale di un torneo Atf, una di quelle competizioni dove si fanno le ossa i giovani tennisti. Sinner aveva vinto una settimana prima il suo primo torneo a Bergamo e arrivava a Trento dopo 14 vittorie negli ultimi 18 giorni. Nelle classifiche mondiali, che stava scalando velocemente, era al numero 324.

Ero andato per tempo all’Ata Battisti (il circolo tennistico organizzatore del torneo), in modo da prender posto. La finale era prevista alle 14.30 e io, come mia consuetudine, ero già al circolo per mezzogiorno.

A quel punto decido di pranzare al ristorante, per altro desolatamente vuoto. Mentre sto ordinando, appaiono Sinner e il suo allenatore Volpini, che si siedono nel tavolo al mio fianco dopo avermi educatamente salutato.

Durante il pranzo ascolto inevitabilmente le loro chiacchiere, le risate contagiose del diciassettenne e imberbe fenomeno, la tranquillità dei due poco prima della finale che poi Sinner vinse, sorprendendo nuovamente tutti i presenti per la potenza dei suoi colpi.

Da allora seguo spesso le sue gesta tennistiche che lo stanno proiettando verso l’Olimpo del tennis mondiale. Lo guardo con attenzione quando, durante gli incontri ha l’aria del killer, sguardo gelido che però si scioglie in un felice sorriso al momento della vittoria. Ancora oggi il suo sorriso è teneramente fanciullesco, lo stesso che avevo notato e che mi aveva rapito poco più di un anno fa, quando mi trovai a pranzo con lui.

Guido Brigadoi

Foto: Supertennis.tv, la rete televisiva italiana dedicata al tennis

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