Achtung navigatori

Il comune di Moena comunica agli autisti diretti a Tamion di diffidare dei consigli del “satellitare”. Ne abbiamo parlato sull’ultimo numero dell’Avisio. 

«Non seguire le indicazioni dei navigatori satellitari”. Il perentorio cartello stradale si trova a Soraga, all’avvio di un ripido tratturo che porta all’abitato di Tamion. Un avviso insolito, raro da trovare nella rete stradale nazionale. L’avviso è stato posto dall’amministrazione comunale di Soraga dopo essere intervenuta più volte per dare una mano a improvvidi viaggiatori bloccati con il proprio mezzo su una strada di campagna. Ma chi suggerisce agli autisti di arrivare a Tamion per un itinerario impegnativo anche per mezzi agricoli? La risposta sta negli arcani algoritmi che governano i navigatori satellitari. Ne volete una prova. Attivate Google Map (il noto servizio geografico sviluppato da Google) sul vostro telefonino o computer. Digitate il luogo di partenza, per esempio Cavalese, e il luogo d’arrivo: Tamion. Vedrete che la traccia proposta, in colore azzurro, dopo l’abitato di Soraga, curverà a sinistra proponendovi la strada di campagna e non la Statale 48 fino a Vigo di Fassa per poi farvi imboccare la Statale 41 che porta al passo di Carezza. La spiegazione sta nel fatto che il servizio di navigazione è programmato per consigliarvi il percorso più breve tra le due località senza analizzare il tipo di strada da percorrere. Che fare per evitare di trovarvi bloccati su una strada impossibile? Il consiglio utile in tutte le situazioni è sempre lo stesso: usare la testa e non affidarsi ciecamente alla tecnologia. Non fate come i tre studenti giapponesi che nel 2012, viaggiando in Australia erano intenzionati a raggiungere la località di Nord Stradbroke guidati dal loro sistema GPS. Per non si sa quale ragione il servizio di navigazione non è a conoscenza che la strada è interrotta per nove miglia dall’oceano Pacifico. Sono cose che succedono anche nel mondo dell’alta tecnologia ma la reazione dei tre turisti è stata davvero straordinaria. Schiavi del sistema di navigazione hanno guidato l’auto sulla spiaggia fino a rimanere prigionieri del bagnasciuga. E’ bello sorridere ma è importante anche domandarsi perché persone, dotate di buonsenso, arrivino a situazioni così paradossali.

Gilberto Bonani

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