Il mondo delle minoranze linguistiche italiane perde una delle sue figure più autorevoli. È scomparsa il 17 luglio 2026 Ines Cavalcanti, fondatrice della Chambra d’Òc e direttrice artistica del Premio Ostana – Scritture in Lingua Madre, da sempre impegnata nella tutela e nella valorizzazione delle lingue storiche minoritarie. L’Istitut Cultural Ladin “Majon di Fascegn” ha espresso il proprio cordoglio, ricordandola come un punto di riferimento per la difesa dei diritti linguistici e culturali.
Nel corso della sua attività, Cavalcanti ha promosso numerosi progetti editoriali, culturali e artistici di respiro internazionale, contribuendo a dare visibilità non solo alla lingua occitana, ma a tutte le lingue minoritarie, considerate un patrimonio comune da custodire e tramandare. Il suo lavoro ha favorito il dialogo tra comunità diverse, costruendo nel tempo una rete di relazioni fondata sulla collaborazione e sul reciproco riconoscimento delle identità culturali.
Il legame con la comunità ladina e con la Val di Fassa è stato particolarmente significativo. Tra i momenti più importanti ricordati dall’Istitut Cultural Ladin figura la partecipazione al Premio Ostana 2024, occasione in cui la “Majon di Fascegn” accompagnò lo scrittore e poeta Stefano Dell’Antonio “Monech”, insignito del riconoscimento per il suo impegno nella valorizzazione della lingua e dell’identità ladina. Un’esperienza che consolidò il rapporto tra le due realtà e rafforzò il dialogo tra le minoranze linguistiche italiane.
La presenza di Ines Cavalcanti in Val di Fassa si è rinnovata anche nel settembre 2025, durante le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario di fondazione dell’Istitut Cultural Ladin. In quell’occasione partecipò alle iniziative organizzate a Canazei, prendendo parte anche alla tradizionale sfilata della Gran Festa da d’Istà, portando una testimonianza concreta di unità e cooperazione tra le diverse comunità linguistiche storiche del Paese.
Nel messaggio di cordoglio diffuso dall’Istituto ladino si sottolinea come la sua scomparsa rappresenti una perdita importante per tutti coloro che operano nella tutela delle lingue minoritarie. Al tempo stesso viene evidenziato come il suo esempio, il suo impegno civile e la sua eredità culturale continueranno a rappresentare un punto di riferimento per chi lavora ogni giorno per preservare e valorizzare il patrimonio linguistico italiano.
Con la scomparsa di Ines Cavalcanti viene meno una figura che ha saputo trasformare la difesa delle lingue minoritarie in un progetto culturale condiviso, capace di mettere in relazione territori, tradizioni e comunità diverse. Un’eredità che continuerà a vivere nelle persone, nelle istituzioni e nelle iniziative che, anche grazie al suo lavoro, proseguono il percorso di tutela della straordinaria ricchezza linguistica del nostro Paese.
Foto: Istitut Cultural






