Ai poveri l’eredità di don Valentino Felicetti

Andranno al fondo per la solidarietà Città di Trento i risparmi di don Valentino Felicetti, il sacerdote morto di Covid due anni fa che, nelle sue ultime volontà, ha lasciato ai poveri 25 mila 721 euro.

Nato a Predazzo, per vent’anni dirigente del centro missionario di via Barbacovi quando a reggere la diocesi erano i vescovi Alessandro Maria Gottardi e Luigi Bressan, don Valentino Felicetti è stato per svariati lustri decano della parrocchia di San Marco a Rovereto.

Prima di ritirarsi nella casa del clero, è stato assistente ecclesiastico nelle case di riposo della città. Nel suo testamento ha disposto che i suoi soldi andassero “in carità”: dopo la morte della sua grande amica ed esecutrice delle sue volontà Francesca Ferrari, la somma è stata devoluta al Comune, che ha deciso di utilizzarla per alimentare quel fondo per la solidarietà responsabile che in questo anno è stato di fondamentale importanza per rispondere a molteplici emergenze.

Dall’inizio del 2022 ad oggi, sono stati spesi circa 110 mila euro del fondo alimentato dalla generosità dei cittadini di Trento. Tra gli impegni più rilevanti, quello per l’accoglienza delle famiglie ucraine in fuga dalla guerra in strutture come l’ostello della Gioventù, la Casa della Giovane, l’Hotel Oasi (Ipsia) e Villa Sant’Ignazio. Sempre per quanto riguarda i profughi dall’Ucraina, durante l’estate sono state finanziate anche le colonie estive per i bambini.

Con il progetto “La solidarietà va al mercato” sono stati consegnati buoni alimentari alle famiglie in stato di bisogno per l’acquisto di frutta, verdura e prodotti agricoli ai mercati contadini di Trento. Sono state finanziate le cure odontoiatriche per i senza dimora senza accesso al Servizio sanitario nazionale.

È stata garantita l’accoglienza a quei nuclei familiari – quasi sempre monoparentali – in transito sul territorio o comunque in attesa della definizione dello status giuridico. Sono stati garantiti assistenza e alloggio per due o tre giorni alle persone appena liberate dal carcere senza un punto di riferimento in Trentino. Sono stati acquistati farmaci per gli ambulatori del Gris Trentino (Gruppo Immigrazione e Salute) ed è stato dato supporto per il ritorno in patria di persone immigrate e per viaggi finalizzati a reperire documenti.

Ad oggi il saldo sul conto corrente è di circa 122 mila euro e le richieste d’aiuto sono pressoché quotidiane

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