Un nome non è mai solo un nome. È una traccia, una bussola, una piccola storia incisa nel paesaggio. Mercoledì 14 maggio la rassegna Aisciuda Ladina 2026 invita il pubblico a fermarsi proprio su questo filo invisibile ma tenace, con l’incontro “Toponomastica. Patrimonio e identità di un popolo”, in programma alle ore 17.00 presso la Sala Danilo Dezulian della Ciasa de la Moniaria a Sèn Jan .
L’appuntamento si inserisce nel percorso culturale del festival del lengaz, che da anni costruisce occasioni per approfondire il legame tra lingua, territorio e comunità. Questa volta il viaggio non sarà tra sentieri e boschi, ma dentro le parole che abitano quei luoghi: i toponimi, custodi silenziosi di memoria collettiva.
A guidare la riflessione saranno tre voci autorevoli del panorama culturale ladino: Nives Iori, Nicoletta Riz e Fabio Chiocchetti. I loro interventi accompagneranno il pubblico in un’esplorazione che attraversa storia, linguistica e identità, mostrando come i nomi dei luoghi non siano semplici etichette geografiche, ma veri e propri archivi viventi. Dentro ogni nome si intrecciano usi antichi, racconti di comunità, trasformazioni del paesaggio e modi di vivere che resistono nel tempo.
L’incontro rappresenta anche un’occasione per interrogarsi sul presente: in un’epoca in cui tutto corre veloce, la toponomastica invita a rallentare, ad ascoltare, a riconoscere il valore delle radici. Perché conoscere i nomi significa anche prendersi cura dei luoghi e della loro storia.
Aisciuda Ladina continua così a tessere il suo racconto, fatto di appuntamenti che non si limitano a intrattenere, ma aprono spazi di consapevolezza. Il 14 maggio sarà uno di quei momenti in cui le parole, invece di scivolare via, si fermano. E iniziano a raccontare.
Foto: Culturaladina.it






