Aisciuda Ladina: il 28 maggio tavola rotonda a Canazei sui Ladins del Sela

Ottant’anni dopo la storica Gran Radunanza di Ladins sul Sela, la Val di Fassa torna a riflettere sulle radici, sulle battaglie culturali e sul percorso identitario del popolo ladino. Lo farà con “Ladins del Sela 1946-2026”, appuntamento inserito nel calendario dell’Aisciuda Ladina e dedicato alla memoria della grande adunata che nel dopoguerra rappresentò uno dei momenti simbolici più forti della rivendicazione ladina nelle Dolomiti.

L’iniziativa si terrà giovedì 28 maggio alle 17 nella Sala del Consei de Comun di Canazei ed è aperta a tutta la popolazione. Al centro dell’incontro ci sarà l’inaugurazione della mostra all’aperto e una tavola rotonda, un percorso che approfondisce i valori storici e ancora attuali delle rivendicazioni identitarie del popolo ladino.

La Gran Radunanza del 1946 fu infatti molto più di una manifestazione pubblica: rappresentò il desiderio di riconoscimento culturale, linguistico e territoriale delle comunità ladine nel difficile periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Sul massiccio del Sella si ritrovarono persone provenienti dalle diverse valli ladine delle Dolomiti per riaffermare un’identità comune e chiedere tutela per lingua, cultura e autonomia.

La mostra e l’incontro vogliono riportare quello spirito nel presente, interrogandosi su cosa significhi oggi essere comunità ladina in un territorio che cambia rapidamente tra turismo internazionale, trasformazioni sociali e nuove sfide culturali. Un’occasione per guardare al passato non con nostalgia, ma come strumento per comprendere il presente e costruire il futuro.

L’evento è promosso da La Gran Festa d’Istà in collaborazione con l’Istitut Cultural Ladin “Majon di Fascegn”, con il finanziamento della Regione Trentino-Alto Adige e del Comun de Cianacei e con il sostegno dell’Union Generela di Ladins dla Dolomites.

Shiatsu Zuo

Tra fotografie storiche, documenti e racconti, la serata offrirà così uno spazio di confronto aperto tra memoria collettiva e attualità, riportando al centro una domanda che attraversa da decenni le vallate dolomitiche: come custodire una cultura antica senza smettere di farla vivere nel presente.

Foto: Culturaladina.it

Pixelia
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email