Al Festival dello Sport di Trento il confronto per aumentare la sicurezza dei ciclisti sulla strada

Cambiare la cultura stradale, migliorare la convivenza tra ciclisti e automobilisti e scongiurare nuove tragedie sulla strada attraverso piccoli grandi accorgimenti. È stato questo il filo conduttore del panel “Pedalare in sicurezza”, ospitato al Festival dello Sport di Trento, che ha visto confrontarsi l’assessore provinciale allo sport Mattia Gottardi, il presidente della Federciclismo nazionale Cordiano Dagnoni, il presidente della Federciclismo trentina Renato Beber e l’ex ciclista professionista Maurizio Fondriest.

“I numeri dei ciclisti deceduti sulle strade fanno rabbrividire e nascono da un problema di cultura, dalla mancanza di un riconoscimento reciproco tra automobilisti e ciclisti”, ha affermato l’assessore Gottardi. “Per rispondere all’emergenza la Provincia ha puntato sulle infrastrutture con oltre 500 km di piste ciclabili cui si aggiunge lo stanziamento di 170 milioni per migliorarne le connessioni. Nei mesi scorsi abbiamo tracciato le bike lane su alcune strade, con la volontà di riservare uno spazio alle biciclette e far riconoscere la loro presenza alle autovetture”.

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L’assessore ha poi ricordato che “nessuno deve sentirsi padrone della strada” e ha citato come esempio di come la cultura possa cambiare Gioele Cobelli, fratello di Adele, scomparsa proprio in un incidente in allenamento, che ha illustrato il concetto di “take care”: prendersi cura degli altri, superare l’egoismo e prestare attenzione anche alla sicurezza altrui.

Un concetto ribadito dal presidente della Fci Trentino Renato Beber, che ha applaudito all’iniziativa delle bike lane. Dopo le prime reazioni, non sempre positive, secondo Beber nei fatti le corsie stanno aiutando gli automobilisti, mettendoli sull’attenti riguardo a chi si può incontrare nel giro di pochi metri. Il lavoro, ha aggiunto, deve però proseguire con un cambio di mentalità, a partire dal linguaggio quotidiano e dal comportamento alla guida.

I dati presentati durante l’incontro danno la misura del problema: i ciclisti morti sulle strade nel 2025 sono stati 198, mentre in questo 2026 al momento sono 176. Numeri altissimi, di fronte ai quali anche la Federazione ciclistica italiana si sta muovendo con diverse iniziative proposte al parlamento italiano ed europeo per aumentare la sicurezza dei ciclisti. Tra queste, cartelloni, l’inserimento di lezioni specifiche nelle scuole guida, sensori sui veicoli e l’utilizzo obbligatorio del casco per tutti i ciclisti.

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“Nel tempo la situazione sulle strade è cambiata moltissimo – ha affermato Maurizio Fondriest – ci sono molte più auto sulle strade e di dimensioni sempre maggiori. Ritengo sia fondamentale aumentare l’attenzione e il rispetto verso i ciclisti. Abbiamo iniziato qualche anno fa installando 40 mila cartelli ai lati delle nostre strade per il rispetto della distanza minima di sicurezza durante il sorpasso. Ora andiamo avanti con le bike lane, con l’auspicio che il modello trentino sia d’esempio per tutta l’Italia”.

Foto: immagine generata dall’intelligenza artificiale (gpt-image-2.5-flare di OpenAI)

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