Alla scoperta del forte Dossaccio

Il Forte Dossaccio, testimone silenzioso d’un tempo di guerra, è immerso nel suo silenzio anche in questi ultimi giorni di agosto. Se non fosse per le visite guidate curate dal Parco di Paneveggio-Pale di S. Martino tutti i lunedì, in pochi disturbano la sua quiete. Una passeggiata da Castelìr o Fortebuso, piuttosto che da Paneveggio, consente di osservarlo solo dall’esterno. Anche la passerella, costruita a suo tempo sul retro del manufatto per consentire di vederlo da vicino a 360° è chiusa.

Non resta quindi che affidarsi all’ escursione con guida del Parco Naturale con appuntamento alle ore 9.00 al Centro visitatori di Paneveggio e rientro verso le 16. Per i particolari occorre rivolgersi al Parco anche perchè è prevista la prenotazione obbligatoria al numero 0462 576283. Il costo è di € 8,00 per gli adulti, e € 4,00 per i bambini (6-14 anni).

L’ultima possibilità è quella di lunedì 30, ultimo giorno utile per questa estate. Ma ne vale la pena.

Costruito fra il 1886 e il 1900 a 1838 metri di quota sul monte omonimo, forte Dossaccio era una casamatta a pianta pentagonale costruita in conci di porfido accuratamente lavorati e calcestruzzo. Lungo tutto perimetro la fortificazione era protetta da un fossato profondo frontalmente circa sei metri e due sulla gola, nonché da fasce di reticolati profonde 12 metri. Il fossato frontale era protetto da un cofano in calcestruzzo che accoglieva un gruppo di mitragliatrici, mentre una galleria (poterna) collegava un’opera avanzata e la torre dove si trovavano tre riflettori, alimentati da un gruppo elettrogeno a benzina. Un campo esterno di reticolati con profondità di 12 metri serviva per la difesa ravvicinata.
Il forte era stato dipinto in grigio-verde per garantirne il mimetismo.
Era dotato di tre osservatori corazzati; l’armamento consisteva in 4 obici da 10 cm in cupola corazzata, 4 cannoni da 12 cm in casematte di pietra con scudo corazzato e 12 mitragliatrici. La guarnigione poteva raggiungere quasi 200 soldati.

Il forte fu rimodernato nel 1912, ma già nel 1915 venne disarmato perché ritenuto già obsoleto e i suoi cannoni spostati all’aperto, nelle vicinanze.

Il progetto di recupero della Provincia autonoma di Trento ha previsto un restauro conservativo finalizzato a preservare la “stratigrafia della rovina”. Gli ambienti interni sono stati sottoposti ad un’operazione di consolidamento e di conservazione dei segni materici e antropici. Sono stati parzialmente ricostruiti in parte i pavimenti lignei rimossi dai recuperanti dopo la guerra

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Un commento su “Alla scoperta del forte Dossaccio”

  1. Andateci è splendido !
    Io ci sono stata per 3 settimane come make up artist quando giravano il film per Trentino Festival “DOLOMITEN FRONT” e sicuramente domani ci vado per sentire quei particolari che gironzolando da sola non sai!!!!
    GRAZIE !!!

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