Alla scoperta di “Carano”

Quella che vi proponiamo non è una visita sul territorio, bensì un altro tipo di viaggio. Principalmente esperienziale, sensoriale, dove colori, profumi e sapori sono i protagonisti e si intrecciano con la storia di una famiglia e del suo legame con questo bellissimo borgo della Valle di Fiemme. Il Carano in questione, infatti, è il Lagrein Baron Di Pauli di Caldaro, cuore della Strada del Vino.

“Dietro ogni grande vino c’è una storia che va raccontata”. È il motto e anche l’inizio del racconto del Baron Georg Di Pauli. “Anche se ormai è da diversi secoli che ci siamo stabiliti a Caldaro, le nostre origini sono ladine. I primi avi, già nel 1500, abitavano a Pozza di Fassa, ma in breve si stabilirono per un lungo periodo a Carano, luogo che sentiamo come le vere radici della nostra famiglia e al quale continuiamo a sentirci intimamente legati. È per questo che una ventina di anni fa mio padre Pius decise di rendergli omaggio dedicandogli uno dei vini per cui siamo conosciuti e apprezzati.”.

Da Carano a Caldaro, con tappa intermedia ad Aldino che darà i natali ad Andreas Alois – trisavolo dell’attuale Baron Di Pauli nonché fondatore dell’omonima cantina. Andreas Di Pauli studia giurisprudenza, scienze naturali e chimica a Innsbruck e una volta completati gli studi a Pavia lavora come magistrato presso il tribunale di Bolzano e consulente per la Dieta del Tirolo. Il suo impegno nella difesa della patria gli vale il titolo di Barone di Treuheim e, qualche anno più tardi, la nomina a ministro delle finanze a Vienna. Caldaro rimane comunque il luogo in cui Andreas ritorna appena possibile e dove, nel maso di famiglia comincia a impiantare vigne dando l’avvio alla tradizione enoica di qualità della famiglia.

La posizione dei vigneti dell’Arzenhof è invidiabile: 10,5 ettari su una collina che domina il lago di Caldaro, di proprietà della famiglia Di Pauli fino al 1901, soleggiata con un clima tipicamente mediterraneo mitigato dagli influssi favorevoli del vento Ora dal lago di Garda e dalle correnti fredde provenienti da nord unita a una conformazione del suolo ideale per la coltivazione di uva a bacca rossa, come il taglio Bordeaux dell’Arzio, il Kalterersee e, naturalmente, il Lagrein del “nostro” Carano Alto Adige Doc.

Fassa Coop

Da sempre le rese dei vigneti sono ridotte al minimo per permettere la produzione di vini di eccezionale qualità, tanto da essere annoverata fra i fornitori delle corti dell’Impero Austroungarico e dello Zar di San Pietroburgo.

“Vista la posizione di passaggio, il nostro vino era smerciato sfuso anche in tutte le stazioni di posta fino a Vienna e anche negli ospedali austriaci, della Galizia e del Siebenbürgen, l’attuale Transilvania, dove i documenti dell’epoca riportano che a ciascun paziente di sesso maschile spettava 1⁄2 litro di vino al giorno e 1⁄4 per le donne!”

Dorigoni

Trecento anni di storia e di passione tramandata di generazione in generazione, che ha saputo adeguarsi e innovarsi nel tempo, mantenendo comunque ben saldi i principi qualitativi, anzi proiettandoli nel futuro. Dal 1999, infatti, Baron Di Pauli ha siglato un accordo con la cantina di Caldaro per il posizionamento di vini di prestigio.

“Carano è la relazione tra un territorio e il suo carattere autoctono di Lagrein, che lungi dall’esprimersi nella sua rusticità spigolosa, sfuma avvolgendosi di sofisticata eleganza per diventare un’icona cosmopolita”. Il futuro è già qui.

Elisa Zanotta

Immobiliare Scorpion
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