Alla Scuola ladina. Romeo e Giulietta in sei lingue

“Romeo e Giulietta”, la più nota e struggente tragedia di ogni tempo, è tornata in scena da pochi giorni al Teatro dell’oratorio di Pozza di Fassa in una versione fresca, alternativa, piena di ritmo e di suggestione. I 14 attori in erba, provenienti dalle classi terze, quarte e quinte del Liceo Ladino delle Lingue della Scuola Ladina di Fassa, hanno infatti teatralizzato il celeberrimo testo di William Shakespeare mettendo in gioco le proprie competenze linguistiche e utilizzando i sei diversi idiomi che studiano tra i banchi di scuola (inglese, tedesco, russo, spagnolo, ladino e italiano). Una grande sfida, accolta con entusiasmo dai 14 coraggiosi studenti e vinta dagli insegnanti di lingua e dalla regista Michela Marangoni. Un progetto innovativo, che si è concretizzato in uno spettacolo toccante, che ha saputo coinvolgere emotivamente gli oltre 400 studenti dei licei fassani che dalla platea hanno assistito attenti e partecipi alle due repliche andate in scena tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio di lunedì 22 gennaio.

Negli ultimi due mesi il gruppo di giovani attori protagonisti della rappresentazione ha preso parte settimanalmente al laboratorio di teatro multilingue, palestra di competenze e di relazioni positive, durante il quale sono emerse le personalità e i talenti di ciascuno dei figuranti. Per diversi pomeriggi e in una full immersion finale di due giorni in teatro, ragazze e ragazzi si sono cimentati nelle prove, faticando non poco nel memorizzare le battute in lingua straniera e nell’imparare a trasmettere sentimenti e pathos, attraverso espressioni e vocaboli spesso lontani da quelli della propria quotidianità.

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Grazie alla spinta del gruppo e all’impegno di tutti e grazie alla professionalità dell’esperta regista Marangoni, che da anni porta avanti con successo progetti di teatro in Val di Fassa, gli attori sono riusciti a inscenare con sicurezza le vicende dei due innamorati e delle loro famiglie in contrasto, in un andirivieni di colpi di scena. Lo spettacolo si è dimostrato davvero tale e ha saputo suscitare in platea lacrime, risate e profonde riflessioni su temi che le nuove generazioni vivono quotidianamente, come l’amore, la violenza tra giovani, il conflitto in famiglia.

Il pubblico di studenti dalla prima alla quinta liceo ha accompagnato con fragorosi applausi le scene presentate in lingua originale (l’inglese arcaico shakespeariano), come il famosissimo dialogo dal balcone tra i due innamorati, e quelle più dinamiche ed esplicite, fatte di parole di oggi, che si utilizzano in particolare nella messaggistica istantanea al cellulare. Un connubio tra storia e modernità, che ha fatto centro e che si propone come nuova via da percorrere, per dare vita ad una scuola che vada incontro alle passioni degli studenti e che possa fornire loro ulteriori strumenti per tuffarsi con maggiori intraprendenza e consapevolezza nel mondo che li circonda, sempre più lontano.

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