Prosegue “Il Maggio dei libri” alla Biblioteca La Stazione di Predazzo, con un appuntamento in programma mercoledì 20 maggio alle ore 17.30. Antonella Agnoli, saggista, esperta di biblioteche e autrice dell’introduzione al volume di Michèle Petit, dialogherà con Giulia Mirandola, studiosa, autrice e progettista culturale italiana.
Al centro dell’incontro il saggio Siamo animali poetici. Arte, libri e bellezza in tempi di crisi, una riflessione sul valore dell’arte, della letteratura e della bellezza nei momenti di crisi personale e collettiva. Pubblicato in Italia da AnimaMundi Edizioni, il libro parte da una domanda centrale: che cosa ci permette di restare umani quando viviamo guerre, esilio, violenza, povertà o smarrimento?
Petit, che da anni studia il rapporto tra lettura, immaginazione e costruzione dell’identità, sostiene che gli esseri umani non vivono soltanto di bisogni materiali o di funzioni economiche. La cultura, le storie, la poesia e le immagini sono strumenti essenziali per dare forma all’esperienza, elaborare il dolore e immaginare nuovi modi di stare al mondo. Per questo afferma che siamo “animali poetici” prima ancora che politici o produttivi.
Uno dei temi più forti del libro è la funzione della letteratura nei contesti traumatici. Petit racconta come libri, racconti e pratiche artistiche aiutino bambini, migranti, rifugiati o persone colpite da eventi violenti a ricostruire un senso di sé. La lettura non viene vista come evasione, ma come un modo per trasformare l’esperienza e trovare parole per ciò che sembra indicibile.
Un altro nucleo importante riguarda il linguaggio. Secondo Petit, il linguaggio contemporaneo — soprattutto quello mediatico e politico — tende a diventare povero, stereotipato e aggressivo. La poesia e la letteratura, invece, riaprono la sensibilità e la capacità di percepire il mondo in modo più ricco. Nel libro compare l’idea che il linguaggio “cantato” o poetico ci riconnetta non solo agli altri esseri umani, ma anche alla natura e allo spazio che abitiamo.
Petit dedica anche molta attenzione alle biblioteche e ai luoghi culturali, descritti come “case del pensiero” e spazi dove si possono inventare nuove forme di convivenza. La cultura, quindi, non è un lusso per tempi tranquilli: è una necessità civile e antropologica.
L’idea forse più originale del saggio è proprio il rovesciamento della formula aristotelica dell'”uomo animale politico”. Petit ricorda che gli esseri umani producevano arte, canto e immagini molto prima della nascita delle istituzioni politiche o dell’economia moderna: la dimensione poetica sarebbe quindi qualcosa di originario nella nostra specie.
Antonella Agnoli è una delle figure più importanti nel rinnovamento delle biblioteche pubbliche in Italia. È conosciuta soprattutto per aver trasformato l’idea di biblioteca da luogo silenzioso e specialistico a spazio pubblico vivo, aperto, sociale e democratico. Ha partecipato alla progettazione e al rilancio di molte biblioteche italiane tra cui La Stazione/destinazione cultura di Predazzo.







