Alloggi vuoti da rimettere sul mercato: come funziona il progetto «Fare Casa»

Trovare una casa in affitto in Trentino è diventato difficile per molte famiglie e per i giovani lavoratori. Allo stesso tempo, migliaia di alloggi privati restano vuoti o sottoutilizzati. A frenare i proprietari sono spesso il timore della morosità, la burocrazia o la paura che l’immobile venga rovinato. Proprio su questo nodo interviene la Fondazione Trentino Abitare con il progetto «Fare Casa».

La Fondazione è un ente del Terzo Settore senza scopo di lucro, costituito a Trento il 25 febbraio 2025 come impresa sociale. Il suo obiettivo è favorire l’accesso alla casa e promuovere soluzioni abitative innovative, sostenibili e accessibili. Il progetto «Fare Casa» è stato ideato e realizzato dalla Fondazione con il contributo finanziario della Provincia autonoma di Trento e punta ad aumentare gli alloggi disponibili in locazione sul mercato privato a uso residenziale.

Cassa Rurale Val di Fiemme

Il meccanismo è diverso dalla tradizionale mediazione immobiliare. La Fondazione non si limita a mettere in contatto le parti: firma il contratto di locazione con il proprietario in qualità di conduttore diretto e poi subloca l’alloggio. Il proprietario, quindi, ha un solo interlocutore e la Fondazione si assume tutti gli obblighi e i rischi che derivano dall’affitto.

Le garanzie per chi mette a disposizione un immobile sono diverse. Il canone viene pagato puntualmente dalla Fondazione per tutta la durata del contratto, senza rischio di insolvenza dell’inquilino finale. Sono coperte anche le spese condominiali di spettanza. In caso di cambio degli inquilini, la ricerca del nuovo nucleo e tutti gli aspetti amministrativi restano in capo alla Fondazione, senza interruzioni nella rendita. L’alloggio viene restituito nei tempi e nelle condizioni concordate.

Gli operatori seguono inoltre la qualità dell’abitare, la cura degli spazi e i rapporti di vicinato. È previsto un supporto tecnico e amministrativo completo, dalla registrazione del contratto alle volture delle utenze, per alleggerire i proprietari dagli adempimenti burocratici.

Il progetto si rivolge ai cittadini e ai nuclei familiari residenti in provincia di Trento e ai lavoratori che arrivano da altre regioni o dall’estero per motivi professionali. L’idea è far incontrare una fascia di popolazione con reddito intermedio e chi possiede alloggi sfitti, magari da sistemare — anche con l’intervento della Fondazione — o oggi destinati all’uso turistico.

Shiatsu Zuo

Attorno alla Fondazione si è costruita una rete ampia. Enti fondatori sono ATAS ETS e L’Alveare – Abitare il cambiamento ETS. Partecipano i Comuni di Trento e Rovereto, oltre a Borgo Valsugana, Arco, Riva del Garda, alla Comunità di Primiero e alla Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto. Aderiscono anche ACLI Trentine, CISL del Trentino, CGIL del Trentino, l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese del Trentino, la Cooperativa Sociale Arcobaleno e la Cooperativa Movitrento, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento, della Comunità Rotaliana-Königsberg e della Comunità della Vallagarina.

Gli sportelli territoriali attivi sono a Trento, Rovereto, Ala, Mezzocorona, Arco, Riva del Garda, Borgo Valsugana, Fiera di Primiero e Sèn Jan. Per informazioni si può chiamare lo 0461 1636211: il servizio per i proprietari è attivo dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18.30, mentre chi cerca casa può prenotare un appuntamento il lunedì dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 15. Il sito è www.trentinoabitare.it, l’indirizzo mail info@trentinoabitare.it.

Immobiliare Fassana
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