Ampia approvazione per lo screening di Cavalese

Molte migliaia di lettori da tutta l’Italia hanno letto il nostro post sulla decisione del Sindaco di Cavalese, Sergio Finato, di attivare, già questa settimana, un test diffuso allo scopo di conoscere la reale situazione della diffusione del coronavirus a Cavalese. Praticamente i commenti che abbiamo registrato sono tutti positivi e molti di coloro che sono intervenuti chiedono che anche altri comuni trentini seguano la strada intrapresa da Cavalese.

Abbiamo interpellato il Sindaco di Tesero Elena Ceschini, alle prese con conteggio dei “positivi “nel suo comune. Dopo ampie ed approfondite verifiche con la Provincia, ci ha inviato un comunicato che ha contestualmente diffuso alla popolazione.

Il conteggio corretto, scrive, prevede la somma dei tamponi molecolari più quelli antigienici (test rapidi) positivi. Il risultato a Tesero dà un 2,7% di incidenza del virus. La soglia di “rischio alto” è del 3%.

La Sindaca aggiunge però che ci sono altre 19 persone contagiate nella RSA di Tesero, che, le è stato detto da Trento, non devono essere conteggiate. Una domanda sorge spontanea. Questi 19 anziani vengono calcolati singolarmente nei vari comuni di provenienza oppure non si contano e basta?

Lo stato dell’arte

“Ghe l’avem fata”. Con questa ottimistica affermazione, il Presidente della Provincia di Trento ha esternato, in un video, il suo compiacimento per il risultato del Trentino che mantiene la zona gialla ( tra i pochi territori in Italia) .

Nel contempo, sempre Fugatti, ci ha ricordato che i conti sull’ andamento della pandemia si fanno però giorno per giorno e che, quindi, non può che raccomandare ai cittadini di stare all’erta ancor più di prima, in modo da raggiungere l’obiettivo di poter vivere un Natale più sereno di quanto era stato ipotizzato nel recente passato.

Contestualmente assistiamo ai racconti dell’ultimo fine settimana a Trento, una città molto vivace che esprime una incontenibile gioia di vivere. Il capoluogo della provincia, infatti, si è riempito di persone che non hanno perso di certo il piacere degli aperitivi in compagnia e nemmeno quello degli incontri ravvicinati, al punto che le forze dell’ordine sono state costrette a far chiudere alcuni esercizi pubblici per evitare troppi assembramenti che possano vanificare i risultati positivi fino a qui raggiunti.

Inoltre, in queste ore, si stanno muovendo alcuni comuni trentini (tra cui Cavalese), che si stanno attrezzando per uno screening diffuso sul proprio territorio e varie associazioni lanciano iniziative (per altro molto partecipate) per la raccolta di firme, in modo di fare chiarezza sui dati effettivi di diffusione del virus e sulla sua incidenza nel nostro territorio.

Nel frattempo, i nostri cugini altoatesini hanno scelto un’altra strada: screening di massa a livello provinciale. Ecco i primi risultati: basso numero di positivi al coronavirus (meno del previsto) e alta partecipazione della popolazione all’iniziativa. Se questo sarà il risultato finale, l’Alto Adige, che oggi è ancora zona rossa, già immagina una apertura degli impianti di risalita per la metà di dicembre.

FOTO: Syrio, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons 

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