Andy Varallo immagina il futuro di Fiemme e Fassa

Andy Varallo, 40 anni, presidente del Consorzio Impianti a fune dell’Alta Badia e del comitato organizzatore delle prove della Coppa del Mondo di sci alpino, dalla fine dello scorso luglio è succeduto a Sandro Lazzari, storico pioniere del turismo invernale, nel gravoso compito di presidente di Dolomiti Superski.

“Sandro Lazzari è stato il mio maestro di vita”, disse allora Andy Varallo a margine dell’elezione che vide anche il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. “Con onore, assumo questa importante responsabilità ed insieme al vicepresidente, Zeno Kastlunger di Plan de Corones, traghetteremo il nostro comprensorio sciistico verso nuove sfide di mercato, caratterizzate da innovazioni tecnologiche e nel rispetto di un equilibrio consortile che lega tutte e 12 le valli di Dolomiti Superski”.

Dopo queste dichiarazioni formali, abbiamo pensato di andare a chiedere direttamente ad Andy Varallo cosa pensa dello stato delle cose degli impianti nelle nostre valli e cosa intende progettare per la prossima estate e oltre.

Pensando all’inverno, dove vuole andare il Dolomiti SuperSki? Quali sono gli obiettivi di medio e lungo termine nei prossimi anni, anche alla luce di quello che è successo negli ultimi mesi?

 

“Il Dolomiti SuperSki deve cercare di perseguire ancora una politica di internazionalizzazione. Quindi, anche se in questo momento è difficile parlare di mercati esteri, noi sappiamo che il nostro futuro è oltre confine perché solo con i turisti che arrivano da oltre confine riusciamo a raggiungere quel numero di presenze che tutti auspicano di avere e che permette alle nostre attività di fare profitto e a tutta la filiera turistica di reinvestire in qualità del prodotto. Faremo quindi alcune campagne di comunicazione internazionali e vorremmo soprattutto andare oltreoceano in America in maniera più decisa. Vogliamo inoltre continuare il processo di digitalizzazione che abbiamo messo in atto quest’anno e che la presenza del coronavirus ci ha permesso di velocizzare. C’era l’esigenza, ad esempio, di sviluppare la nuova piattaforma dell’online shop che, insieme al volume di informazioni digitali in real time che riusciremo a dare quest’inverno, rappresenta sicuramente un grandissimo passo avanti per il Dolomiti SuperSki. E questo è solo l’inizio. Il tema centrale è sempre la sostenibilità e gli impianti in questo caso possono giocare un ruolo fondamentale: vorrei diventassero una vera e reale alternativa all’uso dell’automobile durante il periodo estivo per spostarsi da un paese all’altro o per arrivare da una cima all’altra. Sicuramente in futuro l’impianto di risalita avrà un peso fondamentale per risparmiare dal traffico i passo dolomitici e avere un trasporto a impatto zero”.

Come vede nello specifico lo sviluppo futuro di Fiemme e Fassa in questo senso?

 

“Sia Fiemme che Fassa hanno progetti ambiziosi sul tavolo. Progetti di collegamento che porteranno sicuramente un maggiore interscambio di persone. Una valle che riesce a dare la possibilità allo sciatore di non usare l’auto per arrivare sulle piste guadagnerà certamente tantissimo in termini di immagine e di appetibilità. Mi riferisco in particolare alla telecabina per collegare Soraga con il Passo Costalunga con le piste di Carezza. Io vedo comunque che la Val di Fassa può contare su una realtà molto importante che si chiama Sitc che è un esempio di imprenditorialità per tutto il Dolomiti SuperSki e ha la forza per progettare e finanziare grossi investimenti futuri anche in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo quest’anno. Sono certo che i piani di investimento della Sitc non subiranno grosse modifiche perché è una società che è sempre stata gestita bene, con oculatezza, con la volontà di risparmiare dove possibile, e avrà la forza di continuare anche negli anni a venire ad investire sul territorio. Personalmente lo vedo come un grosso vantaggio per i fassani”.

L’intervista completa di Enrico Maria Corno a Andy Varallo è disponibile su L’Avisio Inverno, scaricabile qui 

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