Apertura della Provincia ai diritti della Comunità di Fiemme

Si è tenuto ieri al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme un convegno dal titolo “La Magnifica Comunità di Fiemme: un demanio collettivo di fronte alle sfide del terzo millennio” Daria de Pretis, vicepresidente emerita della Corte costituzionale e professoressa emerita dell’Università di Trento, il professore di diritto costituzionale Damiano Florenzano, Vincenzo Cerulli Irelli, professore emerito di diritto amministrativo all’Università di Roma “La Sapienza”, Giorgio Pagliari, professore di diritto amministrativo all’Università di Parma.

Si è partiti da uno studio dell’Università di Trento che riconosce la titolarità della Magnifica Comunità sulle acque che scorrono sul suo territorio e individua ampi spazi normativi per la partecipazione dell’ente allo sfruttamento idroelettrico. .

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Se finora alla Magnifica Comunità di Fiemme non è mai stata riconosciuta, se non per l’uso civico di pesca, quella titolarità sulle acque che la Cassazione e la legge 168/2017 le assegnano, le cose potrebbero presto cambiare. Dall’assessore provinciale all’urbanistica, energia e trasporti Mattia Gottardi, infatti, è arrivata un’apertura: la Provincia è disponibile a portare avanti un dialogo per valutare le richieste dell’ente, che rivendica il riconoscimento della propria attività di salvaguardia ambientale e paesaggistica e di manutenzione del territorio, attività che permette di preservare la qualità delle acque che vengono poi sfruttate a fini idroelettrici a valle. 

Dopo la presentazione dello studio di UNITN, moderati e introdotti dalla vicepresidente emerita della Corte costituzionale e professoressa emerita dell’Università di Trento Daria de Pretis, si sono susseguiti gli interventi di Vincenzo Cerulli Irelli, professore emerito di diritto amministrativo all’Università di Roma “La Sapienza”, Giorgio Pagliari, professore di diritto amministrativo all’Università di Parma, e Antonio Iannarelli, professore di diritto agrario all’Università di Bari, che hanno parlato di beni collettivi e aggiornamenti normativi in materia, con una particolare attenzione al caso, unico in Italia, della Magnifica Comunità di Fiemme.

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È seguita una tavola rotonda, moderata dalla giornalista Monica Gabrielli, a cui hanno partecipato lo Scario Mauro Gilmozzi, l’assessore provinciale Mattia Gottardi, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il presidente del Consiglio delle Autonomie Paride Gianmoena e il presidente dell’Associazione ASUC Trentine Robert Brugger. Ed è proprio durante questo dibattito che è emersa la disponibilità della Provincia. Così l’assessore Gottardi: “La valorizzazione dei demani collettivi, in special modo delle acque, e la relazione con gli usi civici rappresenta un tema di altissimo livello e dibattuto a tutti i livelli. Una questione solo all’apparenza tecnica, ma che in realtà ha a che fare con i fondamenti dell’Autonomia, quindi con i diritti delle comunità rispetto al demanio idrico e sui corpi idrici in senso più ampio. Sono certo che il confronto di oggi aiuterà a trovare soluzioni che siano pertinenti col nostro percorso di autogoverno e che tengano conto dei profondi cambiamenti avvenuti rispetto a mille anni fa, visto che l’acqua che scorre è rimasta la stessa ma i suoi usi sono profondamente mutati. Da parte della Provincia, c’è un’apertura riguardo ai temi posti dalla Magnifica Comunità di Fiemme e la volontà di proseguire gli approfondimenti, per il riconoscimento di qualcosa che viene da prima di noi e che proseguirà anche dopo di noi”.

Soddisfatto Mauro Gilmozzi: “La Magnifica Comunità, ente secolare che sta vivendo un passaggio epocale, necessita di adottare un cambio di paradigma per poter affrontare le sfide del futuro. Le foreste, pesantemente colpite da Vaia e bostrico, non potranno più essere l’unica fonte di reddito per l’ente, ma sempre più si dovrà puntare sulla valorizzazione e messa a reddito dei servizi ecosistemici (conservazione della biodiversità, stoccaggio e sequestro del carbonio, servizi di regolazione idrica, conservazione del suolo e servizi ricreativi). L’ente non può vivere di sussidi temporanei, ma necessita di una prospettiva di lungo termine. In questa direzione va la volontà di veder riconosciuto il diritto dei Vicini sulle acque. Il convegno di oggi è sicuramente un importante passo avanti in questa direzione”.

Martino Vanzo
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