appesi a un filo

Non so voi, ma io mi imbatto, sempre più spesso, in gente incazzata. Le ragioni sono evidenti ed i nervi, alla lunga, si logorano per chiunque.

Coloro che hanno una attività in proprio, piccola o grande che sia, si trovano oggi, in un limbo che diventa, giorno per giorno, sempre più insopportabile. Nessuna risposta certa sul loro futuro.

Due giorni fa veniva “strombazzato” (dai media mainstream), il 18 di gennaio come il giorno della riscossa. Da quel lunedì si riparte. Speranza, il ministro, ha dato il via libera allo sci e agli ed annessi e connessi. I più accorti, in quella dichiarazione, leggevano solamente che si spostava dal 7 gennaio al 18 la data in cui si sarebbe potuti riaprire gli impianti, sempre che…

Ora, tralasciando i titoli rassicuranti di molti giornali o delle tv, la realtà è che verso la metà del mese, in base all’andamento dei contagi, si deciderà l’apertura per il 18 o più probabilmente per il 25, o forse ancora per fine mese.

Chi ha fatto ordini per l’ ipotetica stagione invernale 2021, chi sta assumendo, chi organizza la propria attività per aprire, rischia di dare di matto.

Non sembra nemmeno che il problema per gli impianti di risalita, (fulcro dell’industria della neve), siano i protocolli sul distanziamento, ma piuttosto la scoperta dell’acqua calda: ci si domanda, ora e solo ora, come possano fare gli ospedali dei territori ad assorbire quell’alto numero di sciatori incidentati che accompagnano ogni stagione invernale, impegnati, come sono, nella battaglia contro il covid?

Bella domanda!

Ma questa era la prima domanda da porsi già mesi fa, non l’ultima.   La risposta potrebbe essere veramente il de profundis per questa stagione invernale.

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Un commento su “appesi a un filo”

  1. Purtroppo questa situazione che per somiglianza risale a un secolo addietro, nessuno se l’aspettava. Mette alla prova tutti. Dobbiamo capirci, compatirci e resistere alla meglio. Grazie a chi deve lavorare il doppio e grazie a chi sa sopportare, risparmiare e cercare di contribuire anche ascoltando o incorraggiando.
    C’è sempre chi sta peggio. Aiutiamoci e impariamo a condividere non solo accumulare.

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