Approvato l’accordo per la mobilità olimpica

BRT sarà una sigla che sentiremo spesso. Significa, infatti, Bus Rapid Transit ed è la soluzione infrastrutturale di mobilità sostenibile che verrà realizzata nelle valli di Fiemme e Fassa in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. Si tratta di un sistema di trasporto di massa con autobus che viaggiano su corsie preferenziali, allo scopo di aumentare la rapidità del trasporto su gomma, raggiungendo – dice la Provincia – prestazioni assimilabili a quelle di una metropolitana. Non servono nuove infrastrutture viarie, ma un potenziamento di strade esistenti, con allargamenti localizzati della sede stradale e nuove fermate attrezzate.
Ieri la Giunta provinciale ha approvato uno schema di accordo di collaborazione che permette di definire gli interventi sulla mobilità pubblica, inserendo le due Comunità di Valle interessate in un apposito Tavolo di confronto interistituzionale, per la partecipazione attiva dei territori coinvolti. 
Nel provvedimento approvato è contenuto anche lo studio di fattibilità che esplora la compatibilità tecnico-funzionale di una linea BRT. L’analisi svolta individua tre componenti sinergiche tra loro e caratterizzanti questo sistema: l’infrastrutturazione della sede, delle fermate e delle opere complementari; le tecnologie di supporto (ITS, infomobilità, semaforizzazioni); il materiale rotabile come elemento distintivo (capacità, comfort, allestimenti interni, motorizzazioni a basse emissioni). In generale, è rilevante il conseguimento di servizi più regolari, senza ritardi, anche nelle ore e nei giorni di punta, vista la possibilità di “superare” localmente il veicolo privato, scongiurando i problemi legati alla congestione del traffico. Si punta a minimizzazione gli interventi e il consumo di suolo. 
Fase centrale del processo di realizzazione del BRT è certamente quella destinata alla partecipazione e al coinvolgimento della popolazione e delle amministrazioni locali. L’iter partecipativo prevede di sottoporre alla procedura di concertazione il Documento preliminare di progettazione o il progetto preliminare dell’opera. Il coinvolgimento diretto dei territori interessati potrà avvenire sin dalle prime fasi dell’iter progettuale, attraverso lo specifico accordo con le Comunità di Valle approvato oggi.
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