La giunta provinciale ha approvato una delibera che aggiorna gli indirizzi strategici per la gestione del patrimonio forestale e montano trentino. La proposta è dell’assessore alle foreste Roberto Failoni. Obiettivo: garantire la sicurezza del territorio, rafforzare la resilienza dei boschi e sostenere la filiera foresta-legno e l’alpeggio dopo i danni della tempesta Vaia e del bostrico. Il documento si integra con il Documento di Economia e Finanza Provinciale 2026-2028, con le politiche climatiche di “Trentino Clima” e con le direttive europee e nazionali su biodiversità e ripristino della natura.
“Vogliamo dare una risposta concreta ed organica alle sfide complesse che attendono i nostri boschi e le nostre comunità di montagna”, ha spiegato Failoni. “L’esperienza di Vaia e la diffusione del bostrico ci hanno insegnato che servono flessibilità, prevenzione e una visione strategica unica. Vogliamo tutelare la sicurezza idrogeologica, valorizzare la nostra filiera del legno e supportare chi vive e lavora in montagna, a partire dagli alpeggi”.
Le Linee Guida individuano sette ambiti prioritari. Si parte dalla promozione della cultura del territorio e dalla gestione attiva dei territori aperti, per prevenire sia il degrado legato all’abbandono sia i rischi del sovrasfruttamento. Centrale anche la mitigazione dei rischi naturali, con interventi contro il dissesto idrogeologico e gli incendi boschivi, ritenuti indispensabili per evitare lo spopolamento delle valli più periferiche.
Altri pilastri sono l’adattamento ai cambiamenti climatici e la salvaguardia della biodiversità, in un’ottica di tutela di lungo periodo. Il piano riconosce inoltre il valore dei servizi socio-economici garantiti da pascoli e boschi trentini. A questo si affianca il sostegno diretto alla filiera foresta-legno, chiamata a una complessa riorganizzazione produttiva nel post-Vaia e post-bostrico.
Il testo accoglie le osservazioni del Consiglio delle Autonomie Locali. Tra i punti qualificanti c’è il riconoscimento dell’alpeggio e della monticazione come presidi contro il degrado montano. Previsto anche lo sviluppo del mercato dei crediti di carbonio, in sinergia con il Consorzio dei Comuni Trentini.
Spazio infine alle preoccupazioni economiche del territorio. Il documento prevede incentivi e strumenti per la riconversione delle imprese boschive, chiamate ad adattarsi al calo fisiologico della ripresa legnosa. Viene riconosciuto anche l’impatto finanziario che la contrazione del patrimonio boschivo avrà sulle casse dei Comuni montani: il tema sarà affrontato nei prossimi protocolli di Finanza Locale.






