Calcio? Sì, ma senza contatto

Lo sport di squadra non si ferma. Le direttive contenute nell’ultimo DPCM del 18 ottobre limitano, ma non proibiscono, le discipline cosiddette “di contatto”. Sospesi i campionati per i più piccoli (ma non per le categorie dai giovanissimi in su), gli allenamenti possono comunque proseguire in forma individuale.

“Siamo in attesa di una comunicazione ufficiale della FIGC in merito alle nuove disposizioni. Nel frattempo, abbiamo cambiato la modalità di allenamento”, spiega Gianluca Carloni, responsabile del settore calcio della US Dolomitica ASD di Predazzo. “Proponiamo ai ragazzi esercizi in cui si riescono a mantenere le distanze, senza contatti e confronti fisici, privilegiando le situazioni in cui si possono fare passaggi e tiri in porta in sicurezza. Seppur dispiaciuti per la sospensione del campionato, i piccoli calciatori e le giovani calciatrici sono comunque felici di poter continuare ad incontrarsi con i compagni di squadra e allenarsi insieme a loro”.

Perplessità da parte di Carloni sulle decisioni prese in merito alle categorie superiori: “Se capisco la necessità degli allenamenti individuali per scuola calcio, pulcini ed esordienti, per i quali le partite sono state sospese, ho difficoltà a comprendere perché dai giovanissimi in su gli allenamenti debbano essere comunque in forma individuale, se per loro  i campionati sono per ora confermati. Qual è il senso del distanziamento per queste categorie, visto che in partita si giocherà normalmente?”.

Al di là delle contraddizioni normative, Carloni rimane ottimista. “Spero che almeno gli allenamenti, seppur in questa forma, possano continuare. Allenatori e volontari sono stati formati per garantire distanze e controllo. Bloccare l’attività sportiva, in assenza di un lockdown generale, porterebbe i bambini a incontrarsi nelle piazze, in contesti non controllati e, di conseguenza, a rischio contagio. I ragazzi hanno bisogno dello sport, inteso come attività fisica e sociale. In un contesto ufficiale come quello associativo possono praticarlo in modo sicuro. Mi auguro davvero che chi prende le decisioni in materia tenga conto di questo aspetto”.

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