La Provincia autonoma di Trento apre un tavolo di confronto con i sindacati per tutelare i dipendenti pubblici dal caldo eccessivo. L’annuncio arriva dal vicepresidente e assessore al lavoro Achille Spinelli, che ha chiesto l’attivazione di una trattativa con le organizzazioni sindacali rappresentative. L’obiettivo è individuare misure contrattuali per proteggere il personale nei periodi con temperature particolarmente elevate. L’attenzione si concentra soprattutto sui servizi di manutenzione infrastrutturale e sul comparto forestale.
“Alla luce dell’evoluzione delle condizioni climatiche e della necessità di assicurare un’applicazione effettiva e uniforme delle misure di prevenzione anche nell’ambito del pubblico impiego provinciale, ho richiesto l’attivazione di un confronto negoziale con le organizzazioni sindacali rappresentative”, spiega Spinelli. Il negoziato, nelle intenzioni dell’assessore, dovrà affrontare più fronti: la rimodulazione degli orari e delle attività, pause adeguate, il ricorso a modalità flessibili di lavoro dove compatibili con le mansioni, e procedure uniformi da attivare in presenza di livelli elevati di rischio da calore. “Particolare attenzione dovrà essere riservata al personale maggiormente esposto e ai lavoratori che, per condizioni personali o di salute, risultino particolarmente vulnerabili”, aggiunge.
I recenti picchi di temperatura registrati anche in Trentino confermano che l’esposizione al calore non è più un fenomeno occasionale. Si tratta di un rischio crescente, destinato a incidere sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori e sull’organizzazione delle attività. Il pericolo è più alto per chi lavora all’aperto nelle attività tecniche, operative e manutentive, per gli operatori agricoli e forestali e per chi opera in ambienti chiusi privi di adeguate condizioni microclimatiche.
Sul tavolo anche una revisione delle regole contrattuali esistenti. “Molti contratti collettivi nazionali, come quelli dell’edilizia, prevedono attualmente la possibilità di richiedere ai lavoratori un’ora di straordinario in più nei mesi più caldi”, osserva Spinelli. “Alla luce del cambiamento climatico in corso, caratterizzato da temperature superiori alla media nel periodo ottobre-novembre e da inverni più miti, appare necessaria una revisione delle disposizioni contrattuali per adeguarle in maniera strutturale ai mutati scenari meteo”.
L’avvio della contrattazione risponde all’Accordo del 2 luglio 2025 tra Governo e Parti Sociali. Si inserisce in un pacchetto di azioni già operative sul territorio trentino. Il primo tassello sono le linee di indirizzo provinciali del 19 giugno 2026, approvate dalla Giunta provinciale nell’ambito del Comitato di coordinamento con l’Azienda Sanitaria (APSS/APUIT). Forniscono indicazioni operative per la valutazione del rischio, la rimodulazione di orari e pause, la gestione delle emergenze e il monitoraggio climatico.
Il secondo riguarda i turni di lavoro nei Comuni. Dopo la raccomandazione rivolta dall’assessore Spinelli al Consiglio delle Autonomie Locali il 22 luglio, i Comuni di Trento, Arco, Rovereto e Borgo Valsugana si sono dichiarati pronti a emanare apposite ordinanze. Serviranno ad anticipare l’orario di lavoro ordinario ed evitare l’esposizione nelle ore di massimo calore.
Il terzo fronte è quello dei controlli. In collaborazione con l’Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro è in corso una campagna straordinaria di verifiche ispettive. Gli accertamenti riguardano l’adozione e il rispetto delle prescrizioni del Documento di Valutazione dei Rischi da parte dei datori di lavoro.
Foto: Nella foto: Achille Spinelli [ Juliet Astafan_Archivio Ufficio Stampa PAT]






