Cara energia

Ma quanto mi costa? In questi mesi questa sembra essere la domanda più ripetuta all’interno delle famiglie italiane. Per contenere l’aumento in bolletta, in tanti, infatti, hanno iniziato a chiedersi come ridurre i consumi di energia, partendo ovviamente da un utilizzo più attento e consapevole degli apparecchi domestici.

Ne abbiamo parlato con Marco Tomaselli dell’omonimo negozio di Piera di Tesero per capire quali abitudini modificare e come utilizzare in modo più efficiente gli elettrodomestici di casa.

Come si possono ridurre i consumi di energia elettrica a livello domestico?

I primi consigli non sono di ordine tecnico, ma li ritengo altrettanto fondamentali. Innanzitutto, la scelta dell’orario di utilizzo: la maggior parte dei contratti di fornitura prevede delle fasce orarie con differenti costi. Pertanto, conviene utilizzare la lavatrice o la lavastoviglie di sera o nei giorni festivi, prediligendo i cicli a risparmio energetico. L’altro aspetto su cui spesso non ci si sofferma è la manutenzione degli elettrodomestici: se non ce ne prendiamo cura, non eseguiamo una regolare pulizia, non seguiamo le indicazioni contenute nel manuale d’uso, l’apparecchio si usurerà prima del tempo e di conseguenza inizierà a consumare di più per mantenere la resa iniziale.

Quali sono gli apparecchi domestici che consumano di più?

Ovviamente i grandi elettrodomestici, quali il frigorifero, il congelatore, la lavatrice e la lavastoviglie. Anche gli apparecchi che devono raggiungere temperature elevate velocemente (bollitori, fornetti, tostiere…) hanno un consumo elevato, ma vengono usati per pochi minuti alla volta, per cui non vanno ad incidere particolarmente sul totale delle bollette.

Quando acquistiamo un elettrodomestico, ci viene consegnata anche un’etichetta energetica. Come interpretarla?

L’etichetta contiene informazioni importanti, per esempio il consumo annuo (o a ciclo) di un apparecchio. Vi troviamo scritta anche la classe energetica, che può fare realmente la differenza sui consumi, soprattutto in questo momento in cui il prezzo della corrente è così elevato. Di fronte ad apparecchi molto datati vale sempre la pena fare due conti: spesso l’acquisto di un prodotto più moderno permette di ammortizzare la spesa nel giro di pochi anni. Per esempio, prendiamo un vecchio congelatore di 270 litri di capacità, vecchia classe D; potrebbe arrivare a consumare oltre 600 kWh all’anno. Un apparecchio della stessa capacità, ma dell’attuale classe D (vecchia classe A+++), consuma 197 kWh. Con gli attuali prezzi dell’energia (circa 0,500 €/kWh a fine novembre 2022), questa differenza si concretizza in circa 200 euro annui in meno.

Staccare la presa degli elettrodomestici quando non sono in funzione può davvero fare la differenza?

Sugli apparecchi moderni, direi di no; il risparmio effettivo è veramente irrisorio. I nuovi modelli, infatti, generalmente sono dotati di una tecnologia che, a fronte di un non utilizzo, li mette automaticamente in stand by, con un consumo ridottissimo, spesso minore di quello necessario per il riavvio. La tecnologia da questo punto di vista sta veramente facendo progressi velocissimi: le aspirapolveri di ultima generazione, per esempio, nonostante i motori molto più piccoli, consumano meno e sono altamente performanti.

È difficile, però, per un consumatore riuscire a districarsi tra nuove tecnologie, etichette energetiche e corretto utilizzo di un apparecchio…

È assolutamente comprensibile! Per questo è importante affidarsi a rivenditori di fiducia che si prendano il tempo di rispondere alle legittime domande dei clienti, non solo sulle funzioni di un elettrodomestico, ma anche sui suoi reali consumi e su un utilizzo più efficiente possibile. È proprio questo il punto di forza dei negozi di un territorio: la relazione con il venditore, che può accompagnare il cliente verso la miglior scelta possibile per le sue esigenze e seguirlo anche nel post vendita.

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