Cavalese apre le palestre alle associazioni

Non sono solo le associazioni sportive a fare i conti con l’incertezza di questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria. In queste settimane anche le amministrazioni comunali si sono trovate a dover decidere se concedere o negare l’autorizzazione all’utilizzo degli impianti a quanti ne hanno fatto richiesta.

“A Cavalese abbiamo accordato l’accesso alle palestre comunali (quelle delle primarie di Cavalese e Masi e quella delle scuole medie) lunedì, dopo l’ultimo DPCM. Abbiamo concesso l’autorizzazione solo alle associazioni iscritte a federazioni che abbiano approvato un proprio protocollo di sicurezza in materia di prevenzione del Covid-19”, spiega il consigliere comunale con delega allo Sport Alessandro Zorzi.

Tali protocolli, differenziati per disciplina, prevedono la misurazione della temperatura corporea, l’igienizzazione delle mani, l’utilizzo della mascherina al di fuori dei momenti di pratica sportiva e il rispetto del distanziamento. Le ultime disposizioni statali hanno introdotto per gli sport di contatto la possibilità di praticare solo allenamenti individuali.

“Alle tre associazioni che hanno ottenuto l’autorizzazione (Val di Fiemme Basket, Non solo danza e US Cermis) non è stato concesso l’utilizzo degli spogliatoi. Della sanificazione delle palestre al termine delle attività si occupano direttamente le società sportive, utilizzando prodotti messi a disposizione dell’Amministrazione”, precisa Zorzi.

Dal consigliere di Cavalese arrivano poi parole di incoraggiamento e stima per chi si occupa di sport a livello locale: “In questi giorni ho avuto modo di parlare con diversi dirigenti e volontari. Da queste persone che mettono a disposizione della comunità tempo, energie e competenze è emersa la difficoltà di organizzare attività ed eventi in un contesto normativo e sanitario in continua evoluzione. Non solo: in questo momento c’è bisogno di adottare nuove modalità di allenamento e di approccio con bambini e ragazzi, che hanno dovuto rinunciare a una delle componenti fondamentali dello sport giovanile, lo spogliatoio, inteso come momento di socializzazione, condivisione e costruzione dello spirito di gruppo. Insomma, c’è tanta incertezza, ma questo non ferma la voglia di fare. Chi, nonostante le difficoltà, continua a mettersi in gioco merita il plauso dell’amministrazione e della comunità”. 

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