La Festa dell’Uva torna a Verla di Giovo dal 25 al 27 settembre 2026 con la sua 69° edizione. Tre giorni dedicati alla tradizione vitivinicola della Valle di Cembra, tra carri allegorici, enogastronomia, musica, spettacoli e attività per adulti e bambini. Nata nel 1958, la manifestazione richiama oltre 10.000 visitatori da tutto il nord Italia.
La festa prenderà il via venerdì 25 settembre. Sabato il programma proporrà la cronoscalata ciclistica, organizzata in collaborazione con US Montecorona, laboratori e spettacoli. In serata torneranno il Palio dei Ceveri e il Palio dei Congiai, due appuntamenti legati alla tradizione contadina, tra competizione e partecipazione popolare.
Domenica mattina si svolgerà la 37° Marcia dell’Uva. Il percorso porterà i partecipanti alla scoperta di borghi, antiche chiesette, masi, boschi e terrazzamenti vitati della Valle di Cembra. L’anno scorso la marcia ha coinvolto 1500 persone.
Domenica 27 settembre alle 14.30 sarà il momento della 69° Sfilata dei Carri Allegorici. Cinque i carri in concorso per conquistare la coppa, frutto di mesi di progettazione e costruzione, ma anche di preparazione di costumi, musica e coreografie.
Per tutte e tre le giornate il centro storico di Verla ospiterà stand enogastronomici, musica, spettacoli, mostre e attività. Negli stand saranno proposte circa 50 etichette del territorio. Quest’anno il menù si amplia con un’offerta dedicata ai celiaci, disponibile per l’intera durata della festa.
A sostenere la manifestazione sono oltre 400 volontari coordinati dalla Pro Loco di Giovo, quasi tutti giovani o giovanissimi. Per la presidente Marina Erler, il volontariato è il cardine della festa e il filo conduttore scelto per questa edizione. Il lavoro dell’associazione si è concentrato anche sulla costruzione del gruppo, sul coinvolgimento dei più giovani e sulla partecipazione delle scuole primarie.
“I giovani non sono semplicemente spettatori della Festa dell’Uva: ne sono protagonisti. È così che una tradizione rimane viva, quando qualcuno sceglie di consegnarla e qualcun altro decide di raccoglierla.” sottolinea Erler. A rappresentare questo passaggio generazionale è Matilde Amoroso, 18 anni, la volontaria più giovane della Pro Loco: “Essere volontaria mi fa sentire parte di qualcosa di più grande di me, mi fa vivere il mio paese, invece di abitarlo e basta.”
Al rapporto tra memoria e futuro saranno dedicate due iniziative. “Tracce d’identità” ripercorrerà la storia della Pro Loco di Giovo attraverso volti, eventi e memoria. Con “Carri in miniatura”, invece, i bambini e le bambine della scuola primaria reinterpreteranno uno dei simboli della manifestazione. Il programma culturale si arricchirà inoltre di nuovi appuntamenti di arte e teatro e dell’evento “Uva in scena”.
Foto: Pro Loco di Giovo







