Climathon Fiemme: il turista nel bosco e un inverno senza neve

Si è svolta in questo fine settimana la Climathon Fiemme 2023. Lo Stadio del Salto di Predazzo ha ospitato per due giorni una ventina di ragazzi particolarmente sensibili e attenti alle sfide poste in atto dal cambiamento climatico. Sabato mattina l’accoglienza, curata dal gruppo Climathon formato da Veronica e Alessia Tagliaferri, David Cavada, Tiziano Cova e Marco Barbolini supportati in questa edizione da Fondazione FiemmePER E.T.S. Un aperitivo di benvenuto per “rompere il ghiaccio” e favorire la conoscenza fra i partecipanti, principalmente della valle, con alcuni innesti provenienti anche da fuori zona.

Nel pomeriggio, l’avvio dei lavori con la presentazione di EIT Climate-KIC, una comunità che lavora per accelerare la transizione verso una società a zero emissioni di carbonio e resiliente al clima, il cappello sotto il quale si inseriscono gli eventi Climathon organizzati in tutto il mondo. La Climathon è un hackathon ovvero una maratona di due giorni appunto, in cui si lavora e si vive assieme, condividendo pensieri e idee durante le ore di laboratorio ma anche pranzi e cene, oltre a momenti di svago e condivisione che favoriscono la conoscenza dei partecipanti e la socializzazione.

I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi di lavoro, supportati dalle tutor Ilaria Petrone, coordinatrice di Fondazione FiemmePER E.T.S e Ilaria Zorzi, Dottore Forestale che lavora per la startup “Bluebiloba” e collabora con la Magnifica Comunità di Fiemme. Prima della presentazione delle sfide, l’intervento di Andrea Ventura, amministratore delegato di BioEnergia Fiemme che da anni si occupa di economia circolare e sostenibilità nel campo delle risorse ed energie rinnovabili. Concretezza, l’essere esempio per la propria comunità e autenticità, sono le parole chiave utilizzate per spronare i ragazzi ad essere creativi ed innovativi nell’immaginare i propri progetti ma con semplicità e pragmatismo per ideare soluzioni che possano essere davvero fattibili.

“Un inverno senza neve” e “Il turista nel bosco” sono i titoli delle sfide scelte per questa nuova edizione. Sono state presentate da Marianna Moser, educatrice e formatrice ambientale dell’Associazione trentina H2O+ che si occupa di cultura e formazione su tematiche quali la sostenibilità ambientale, le risorse naturali, le energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti e la mobilità sostenibile.

La metodologia utilizzata si chiama “Design Thinking” un approccio all’innovazione che poggia le sue fondamenta sulla capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione e una gestione creative. I gruppi hanno lavorato su un modello di business che delineasse nel suo insieme partner, attività e risorse chiave, la proposta di valore che contraddistingue l’idea progettuale dal resto del mercato, i segmenti di clientela e le relazioni con i clienti oltre ai canali attraverso i quali raggiungere il pubblico di riferimento. A conclusione, costi e ricavi preventivati.

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Domenica pomeriggio la presentazione dei lavori di fronte alla giuria composta dal Vice Scario della Magnifica Comunità di Fiemme Massimiliano Gabrielli, Marisa Giacomuzzi Vicedirettrice di APT Fiemme e Cembra, Alberto Vanzetta, Presidente dei Giovani Albergatori di Fiemme, Silvano Seber e Francesca Misconel, rispettivamente Presidente e Marketing di Alpe Cermis e Tommaso Bonazza con Emanuele Rippa di Rete Climatica Trentina.

A vincere è stato il progetto “AmbientAmici” che ha lavorato sulla sfida “Il turista nel bosco” proponendo il progetto “Fiemm&co Challenge”. Una sfida alla “caccia del bostrico” in cui l’ospite diventa protagonista partecipando attivamente alla protezione e alla salvaguardia del territorio con azioni a più livelli, co-progettate e coordinate assieme agli enti preposti, primo fra tutti la Magnifica Comunità di Fiemme. Azioni accompagnate anche da un contributo ambientale, una donazione concreta da destinare a progetti, servizi, infrastrutture dedicate alla salvaguardia del territorio di Fiemme.

Secondi classificati i ragazzi del gruppo “Impatto 1” che hanno immaginato una soluzione alla sfida “Un inverno senza neve” concentrandosi sulla zona del Lagorai e immaginando tre diversi filoni di intervento: una riserva naturale per favorire le attività legate alla caccia e alla pesca, trekking e soggiorno nelle baite di proprietà della Magnifica Comunità di Fiemme e una rivalorizzazione degli impianti di risalita, da trasformare in punti panoramici, magari affiancando elementi alternativi come le mongolfiere, per far vivere un’esperienza diversa e travolgente all’ospite.

Ultimi ma non meno creativi i “Valfiemme Experience” con una proposta di turismo invernale alternativo che vuole spostare l’attenzione dallo sci e gli sport invernali a esperienze legate invece a aspetti più autentici della cultura e del territorio come la filiera del legno, dell’acqua e di prodotti tradizionali tipici come il latte e la farina.

Una Climathon Val di Fiemme 2023 che ha cercato di stimolare la creatività dei partecipanti, favorire il lavoro in team e la socializzazione e l’affinare un metodo che può essere esportato negli enti, aziende ed organizzazioni del territorio per combattere realmente tutti assieme le sfide che interessano tutti noi nel prossimo futuro.

L’evento è stato realizzato grazie al supporto di Fondazione FiemmePER E.T.S., Piano Giovani di Zona “Ragazzi all’opera” di Fiemme, Val di Fiemme Cassa Rurale, Comune di Predazzo, BIM Avisio, Associazione Ale4m, Sadesign, Volkswagen Dorigoni.

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