“Come fosse amore” per la stagione teatrale di Fiemme

Quando le delusioni d’amore trovano sfogo in un rifiuto totale per il sentimento stesso, come si può tornare ad amare? Tre donne, totalmente differenti tra di loro, fanno ricorso ad una terapeuta per riparare il loro cuore infranto, ma nessuna di loro sa che anche la stessa terapeuta ha il cuore infranto. E allora come fare a far tornare la voglia di aprirsi al sentimento più importante della vita? Forse bisognerebbe scoprire quali sono i loro gusti e cercare “l’uomo ideale”. Riuscirà la nostra terapeuta a salvare le ragazze, e anche se stessa, e trovare la felicità?

E’ il tema di “Come fosse amore” la commedia di Marco Cavallaro, una produzione “La bilancia – Esagera” in programma giovedì 11 gennaio al teatro comunale di Predazzo, quarto appuntamento della stagione teatrale di Fiemme.

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Articolato in due tempi e della durata di due ore con un intervallo di 10 minuti – scrive la rivista Sipario – il lavoro descrive con finezza, eleganza e leggerezza i tormenti di donne e uomini delusi quando scoprono di essere stati traditi e sottolinea poi la loro gioia quando ritrovano finalmente l’amore. L’interrogativo che viene posto è “quando le delusioni d’amore trovano sfogo in un rifiuto totale per il sentimento stesso, come è possibile tornare ad amare?”. Tre donne, molto diverse fra di loro: Giselle, una ragazza omosessuale; Laura, una donna colta e Roberta, una persona di condizione agiata, interpretate bene nell’ordine da Lorenza Giacometti, Margherita Russo e Francesca Bellucci, fanno ricorso ad una psicologa, Martina, resa con bravura da Alessia Francescangeli, per sanare i loro cuori infranti. Tutte e tre ignorano che anche la terapeuta ha avuto una delusione d’amore che l’ha ferita profondamente.

E allora cosa occorre fare per far tornare la voglia di aprirsi al sentimento più importante della vita? Forse bisogna scoprire quali sono i gusti di ognuna prima di mettersi alla ricerca dell’uomo ideale. Riuscirà la psicologa a salvare le ragazze e anche se stessa, e a ritrovare finalmente la felicità? Di certo serve l’aiuto di un uomo o di più uomini. E se l’uomo in questione fosse tutti questi uomini messi assieme? Ad interpretarli tutti è con frenetici travestimenti l’autore e regista, Marco Cavallaro,, attento da sempre alle dinamiche di coppia. Il pubblico ride e applaude ammirato dalla rapidità con cui il deluso Ettore si cala nei panni di tre uomini e di una donna di nome Beatrice, per dare alle quattro signore una ragione per vivere serenamente.

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Noto per avere portato al successo That’s AmoreSe ti sposo mi rovino e Amore sono un po’ incinta, il siciliano Cavallaro, classe 1976, presenta una favola moderna imperniata sul bisogno di amare per affrontare meglio la vita. Brioso, spigliato e divertente il copione, facendo rivivere storie di persone che, dopo essere state abbandonate, avvertono dentro di sé un grande vuoto, ci suggerisce di non dimenticare mai che un amore intenso e sincero non conosce confini. In un vorticoso susseguirsi di situazioni nascono frizzanti storie d’amore arricchite da canzoni e da movimenti di danza gioiosi.

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