Confluenze: c’era una volta una galleria d’arte

Gli “arresti domiciliari” cui siamo stati sottoposti in forme e intensità diverse da un anno a questa parte hanno permesso a tanti di scartabellare e mettere in ordine le proprie carte. “Scatoloni, faldoni, cassetti vari sono diventati luoghi da esplorare per riportare alla luce ricordi ed emozioni”, scrive Bruno Bosin, appassionato organizzatore di eventi culturali, in particolare legati all’arte figurativa, nella presentazione di un opuscolo in cui sintetizza e raccoglie questo lavoro di ricerca durante il lockdown della primavera 2020 da cui è emersa una lunga lista di eventi da lui proposti o organizzati. Fra tutti va segnalata quella che è stata la prima, e forse l’unica, galleria d’arte in valle: la galleria “Confluenze” aperta nel novembre del 1990 in un piccolo spazio di via Garibaldi a Predazzo. Un luogo in cui per due anni sono confluite diverse esperienze artistiche, dalla pittura alla scultura, prima della chiusura a causa della ristrutturazione dell’edificio. Prima di allora Bruno Bosin aveva curato per il CTG la mostra su Camillo Bernardi allestita nel 1976 in occasione del centenario della nascita. In quella galleria in due anni sono passati i quadri di Luigi Pederiva di Soraga, gli affreschi di Maurizio Assolari, Elisabetta Ranieri, i “Frammenti volanti” di Maria Pia Desilvestro, i legni di Paolo Lauton. Non è mancato un omaggio a Camillo Bernardi con i suoi disegni, le caricature e gli schizzi preparatori. E poi ancora Enzo Chier e lo scultore Elio Vanzo.
La forzata chiusura, dovuta alla difficoltà di trovare una sede non troppo costosa (con la cultura dicono si mangi, ma non certo con una galleria di un paese di montagna) non ha fermato la passione di Bruno che nel 92-93 ha curato per il Comune di Predazzo la mostra di “Giochele Dal Pont”, al secolo Giacomo Brigadoi e nel ‘95 quella su Giuseppe Degregorio “Rondelo”. Nel ’96 la collettiva “Magnifica arte” di 6 artisti del territorio della Comunità di Fiemme, una collettiva di scultura con Cigolla, Lauton e Vasselai, l’importante esposizione su Ettore Sottsass senjor che ha lasciato il segno in tutta la valle e molti altri pittori locali e non come Graziano Graziadei, Gabriella Peggion. In questo secolo ha curato altre iniziative culturali quali le celebrazioni dei 150 anni dell’emigrazione predazzana in Transilvania, il 50° della morte di Alcide Degasperi, la mostra “Una Regola nella storia” per ricordare i 400 anni del primo statuto della Regola feudale di Predazzo, oltre a curare alcune conferenze che la Regola feudale ha tenuto e tiene annualmente presso il maso Coste in occasione della festa dei Vicini. La sua passione per l’arte è stata premiata dalla vedova di Giacomo Brigadoi che gli ha dato in cura numerose opere (prevalentemente schizzi e disegni) che Bruno Bosin ha messo in vendita nei bar a beneficio di alcuni missionari fiemmesi. Il resto è stato assegnato per 3 anni a tre giovani che, per conto della Cooperativa agricola “Terre altre”, hanno avviato un progetto di catalogazione, con l’aiuto del circolo pensionati e dei Fotoamatori di Predazzo, per dare un nome a case, baite, ponti, forti, radure, riuscendo a riconoscere almeno l’80% delle opere proposte e venderle a beneficio della Cooperativa.

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