Cosa faccio oggi?: la cacciatrice di aquile

Sotto un cielo di stelle, nel parcheggio di fronte alle scuole elementari a Vigo di Fassa, sarà proiettato stasera, martedì 23 agosto, il docu-film del 2016 “La principessa e l’aquila” del regista Otto Bell. Il film, con Daisy Ridley e Lodovica Comello, racconta la vera storia di Aisholpan Nurgaiv, tredicenne mongola che ha il sogno di diventare la prima cacciatrice di aquile.

La tradizione dei cacciatori con le aquile, presso le popolazioni nomadi della Mongolia, ha duemila anni di storia. Il metodo per questo tipo di caccia, a volpi, lupi e altri animali, si tramanda di padre in figlio, laddove la persona mostra una propensione spiccata per la collaborazione con l’aquila. Quando cioè, per dirla come loro, “ce l’ha nel sangue”.

Aishoplan è una ragazzina di tredici anni che, diversamente dalle amiche, non ha mai avuto paura di un’aquila né di arrampicarsi in altissima montagna per catturare il suo personale aquilotto all’indomani dello svezzamento e crescerlo e addestrarlo secondo gli insegnamenti del padre. Incredibilmente dotata e determinata, con il supporto della famiglia, Aishoplan ha scelto di diventare la prima cacciatrice con le aquile di sesso femminile, nonostante il parere contrario di molti anziani della sua comunità.

La scena del film in cui i supposti saggi si confermano tra loro le ragioni per cui permettere alla tredicenne di tentare la strada che vuole intraprendere creerebbe soltanto un errato precedente, è genuina ed eloquente: c’è chi chiama in causa la debolezza costituzionale delle donne rispetto agli uomini, chi si preoccupa candidamente che possano prendere freddo, chi afferma senza traccia di scrupolo che è importante che stiano a casa per scaldare l’acqua del tè, chi chiude l’argomento dicendo che ci penserà il matrimonio, ad un certo punto, a porre fine alla questione.

Ingresso gratuito. Rinviato al giorno successivo in caso di maltempo.

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