“Così alleno muscoli e testa”

Non solo uno sport, ma uno stile di vita. È questo l’approccio di Sofia Zorzi verso il body building, disciplina che la ventiquattrenne di Cavalese pratica da quattro anni. Un percorso che ha portato Sofia a voler mettersi in gioco anche a livello agonistico: limitazioni sanitarie permettendo, il 20 novembre si cimenterà nella sua prima gara, a San Marino.

“Ho iniziato ad allenarmi in palestra, alla Spartans Gym di Carano, e un po’ alla volta mi sono appassionata. Mi sono presto resa conto che l’allenamento da solo non basta, per cui ho associato un’alimentazione adatta. Il resto è venuto da sé: tanto impegno, tanta costanza, tanta passione”, racconta Sofia. Con le palestre chiuse, la body builder si prepara con gli attrezzi che ha a disposizione a casa. Un allenamento che la impegna circa due ore al giorno, 6 giorni su 7.

Il nome stesso della disciplina contiene in sé la sua essenza: body building in inglese significa “costruzione del corpo”. Una definizione che racchiude il duplice aspetto di questo sport, che è sì estetico ma anche agonistico. “Nelle gare l’allenamento, l’impegno, la fatica di mesi, o addirittura anni, cambiano forma. Il risultato del lavoro sportivo diventa di fatto categoria estetica. I concorrenti, davanti alla giuria, assumono determinate posizioni per mettere in evidenza i muscoli. Vengono poi valutati la simmetria, la tonicità, il buon equilibrio tra tutti i gruppi muscolari, ma anche il tono della pelle e la capacità di mettere in evidenza sul palco tutti questi aspetti”.

In Val di Fiemme il body building non è molto diffuso. Le persone che lo praticano si contano sulle dita di una mano, o quasi. Per questo Sofia si scontra anche con chi non capisce: “C’è chi non lo considera nemmeno uno sport, chi lo vede come una disciplina frivola, chi addirittura trova ridicole le posizioni. Proprio per questo mi piacerebbe essere d’ispirazione a chi volesse avvicinarsi a questo sport, che ti cambia a livello fisico e mentale. Chi vuole praticarlo non deve essere frenato da pregiudizi”.

Sofia conclude: “A volte è difficile tener duro, principalmente per l’alimentazione, che prevede pochi carboidrati e non lascia spazio agli sgarri, soprattutto vicino alle gare. Mi vien da dire che lo sforzo mentale è ancora più grande di quello fisico. In questi anni il body building mi ha insegnato la disciplina e a non mollare. Con l’impegno e la costanza i risultati arrivano. Ciò che conta è porsi un obiettivo e non perderlo di vista”.

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