Dal 15 luglio sarà possibile richiedere l’assegno di natalità della Provincia autonoma di Trento. La misura è rivolta ai nuclei familiari nei quali nasce o viene adottato un terzo figlio. Prevede una quota fissa, erogata nell’arco di dieci anni in base alla condizione economica del nucleo. A questa si aggiunge una quota premiale, pensata per valorizzare il rientro e la permanenza delle madri nel mercato del lavoro.
“Sostenere la natalità significa investire nel futuro del Trentino, nelle famiglie e nella tenuta sociale delle nostre comunità”, commenta il presidente Maurizio Fugatti. “Con questa misura la Provincia conferma la volontà di accompagnare concretamente chi sceglie di avere figli, offrendo un sostegno stabile e di lungo periodo”.
Sulla stessa linea il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli. “L’assegno per il terzo figlio unisce sostegno economico e valorizzazione dell’occupazione femminile. Accanto all’aiuto garantito per dieci anni, abbiamo previsto un incentivo specifico per le madri che rientrano o restano nel mondo del lavoro, nella convinzione che natalità, occupazione e benessere familiare debbano crescere insieme”, spiega. “Le recenti modifiche approvate dalla Giunta vanno inoltre nella direzione della semplificazione, ampliando i termini per la presentazione delle domande e introducendo la possibilità di inoltrarle direttamente online”.
L’assegno è destinato ai nuclei familiari residenti in provincia di Trento nei quali nasce o viene adottato un terzo figlio. La madre deve possedere i requisiti di cittadinanza e residenza previsti dalla normativa provinciale. Deve inoltre appartenere allo stesso nucleo anagrafico dei figli. È richiesto anche che la madre sia occupata al momento della nascita o dell’adozione. In alternativa, deve aver versato contributi previdenziali per almeno 12 mesi, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni. La misura ha valore retroattivo, a partire da nascite o adozioni avvenute dal 1° gennaio 2026.
L’importo varia in base alla condizione economica del nucleo, misurata attraverso l’ICEF Famiglia. Per i nuclei con ICEF fino a 0,40 sono previsti fino a 48.000 euro complessivi, pari a 400 euro al mese. Per i nuclei con ICEF superiore a 0,40 e fino a 0,70 l’importo arriva a 30.000 euro complessivi, con 250 euro al mese. Lo stesso importo massimo di 30.000 euro, con quote mensili da 250 euro, vale per i nuclei con ICEF superiore a 0,70 o senza attestazione ICEF; in questo caso l’assegno è rilevante ai fini fiscali IRPEF.
L’assegno viene erogato dal mese successivo alla nascita o all’adozione e fino al compimento del decimo anno di età del figlio. Dal terzo anno di vita del bambino scatta la quota premiale di 200 euro mensili. È destinata alle madri che rientrano o rimangono nel mercato del lavoro, anche avviando un’attività autonoma. Per ottenerla bisogna dimostrare di aver lavorato almeno 180 giorni nell’anno precedente alla domanda, anche non continuativi.
Le modalità di presentazione sono state modificate dalla Giunta provinciale con un provvedimento del 25 maggio scorso. La domanda, sia per la quota fissa sia per quella premiale, può essere presentata direttamente dalla madre. Serve l’autenticazione con SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE). In alternativa, ci si può rivolgere agli enti di patronato presenti sul territorio provinciale. Il termine per la presentazione è stato ampliato a 180 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.
Per quest’anno valgono disposizioni transitorie. Per i bambini nati o adottati entro il 30 giugno 2026 la domanda per la quota fissa potrà essere presentata entro il 31 dicembre 2026. La presentazione avrà efficacia retroattiva ai fini dell’erogazione degli importi spettanti.






