Le antiche leggende ladine delle Dolomiti diventano colore, materia e racconto nella mostra “Liëndes ladines dles Dolomites”, dedicata alle opere dell’artista Lois Rottonara ROTT. L’esposizione sarà ospitata dal 27 giugno al 25 luglio presso il Tobià de Val, in Strada de Val a Vigo di Fassa, con apertura tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00.
L’inaugurazione è in programma venerdì 27 giugno alle ore 17.00 e sarà accompagnata dalla presentazione della mostra con l’introduzione di Lorenza Florian e dalla performance della musicista e soprano Susy Rottonara, in un incontro dove linguaggio artistico e musicale si intrecceranno nel segno della cultura ladina.
Al centro del percorso espositivo ci sono i miti e i racconti che da secoli abitano l’immaginario delle vallate dolomitiche, in particolare la leggenda del Regno di Fanes, fonte di ispirazione fondamentale per la ricerca artistica di ROTT. Attraverso forme, colori e immagini evocative, l’artista dà nuova vita a figure e storie tramandate dalla tradizione orale, trasformandole in un viaggio visivo tra memoria e contemporaneità.
Il rapporto tra ROTT e le leggende ladine ha dato vita negli anni a numerosi progetti artistici: dall’installazione “Dolasila”, ospitata anche dal MART di Rovereto, dall’Istituto Italiano di Cultura di Malta e dal Museo Fondazione L. Matalon di Milano come video-installazione nel contesto della 57ª Biennale d’Arte di Venezia, fino ai quadri scenici per “Fanes Poem Musical” e per l’opera contemporanea “Il sogno di Dolasila”.
Arte e musica diventano così strumenti per raccontare un patrimonio che affonda le radici in tempi lontani. La mostra vuole rendere omaggio anche alla tradizione delle contìe e dei ciantastories della Val di Fassa, gli antichi racconti e narratori popolari che hanno custodito e trasmesso storie, miti e insegnamenti attraverso le generazioni.
Il percorso accompagnerà il pubblico attraverso tappe simboliche nelle quali avranno un ruolo centrale le figure femminili delle leggende, tra cui Dolasila, la principessa guerriera del ciclo dei Fanes. Le opere diventano così custodi di un mito che continua a vivere insieme alle montagne che lo hanno generato: le Dolomiti.
La mostra è a ingresso libero.
Foto: Union di Ladins






