Dalla Val di Fiemme a Mauthausen

Il 25 ottobre l’Istituto di Istruzione La Rosa Bianca, il Comune di Cavalese e l’Anpi del Trentino aprono alla cittadinanza la mostra “Almeno i nomi” che ricorda i nomi e rivela i volti dei civili fiemmesi e trentini deportati nei campi di concentramento. Nel 2023 due targhe ricorderanno i frati del Convento di Cavalese, padre Costantino e fra Casimiro, e lo studente Mario Zorzi di Cavalese morti a Mauthausen-Gusen, Leitmeritz e Flossenbürg.

Una mostra, un libro, diversi incontri con gli studenti e la popolazione, due targhe. Ecco alcune tappe che avvicineranno la Val di Fiemme alla Giornata della memoria del 2023. Si inizia con l’allestimento nell’atrio dell’Istituto di Istruzione La Rosa Bianca della mostra “Almeno i nomi”.

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La triplice collaborazione tra Anpi del Trentino, Comune di Cavalese e lo stesso Istituto d’Istruzione, culminerà nella primavera 2023 con l’apposizione di una targa nei pressi dell’Ex Convento dei Frati Francescani di Cavalese, a ricordo del sacrificio di due frati, padre Costantino e fra Casimiro, e dello studente universitario Mario Zorzi, mandati a morire dai nazisti rispettivamente a Mauthausen-Gusen, Leitmeritz e Flossenbürg. La stessa targa sarà apposta anche a Mauthausen da una delegazione di studenti e di rappresentanti del Comune di Cavalese e dell’Anpi. A cura dell’Anpi sarà distribuita una pubblicazione che riporta, tra l’altro, la cronaca stesa dal priore del convento dei Frati Francescani sui tragici avvenimenti che li riguardarono direttamente.

La mostra, aperta a tutta la cittadinanza, sarà presentata a Cavalese nell’atrio dell’Istituto d’istruzione La Rosa Bianca martedì 25 ottobre, alle 10.30, dalla curatrice Novella Volani. A ripercorrere la storia della resistenza fiemmese sarà Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, sia durante un incontro pubblico giovedì 3 novembre nella Sala Frasnelli della Biblioteca comunale di Cavalese, sia alla chiusura della mostra venerdì 18 novembre, nell’atrio dell’Istituto La Rosa Bianca.

Giovanni Francesco Jobstraibizer
Padre francescano con il nome di fra Casimiro, classe 1911, è arrestato nel Convento di Cavalese insieme con padre Costantino Amort e padre Mario Degasperi. Dalle carceri di Trento è trasferito nel lager di Bolzano, e da lì deportato a Flossenbürg. Trasferito a Porschdorf il 3 febbraio 1945 e poi a Leitmeritz (sottocampi di Flossenbürg). Testimoni affermano che fra Casimiro è deceduto il 18 aprile 1945 alle ore 10.00 a Leitmeritz presso Praga.

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Ludwig August Amort
Frate francescano con il nome di padre Costantino, classe 1900, missionario in Cina dal 1928 al 1936. Dal 1938 professore nell’ateneo di Santa Chiara a Napoli. Nel 1943 ripara nel convento di Cavalese ed entra in contatto con il movimento antifascista. Arrestato nel novembre 1944 insieme con i confratelli padre Casimiro (Giovanni Jobstraibizer) e padre Degasperi, è tradotto nelle carceri di Trento, poi nel lager di Bolzano. Viene successivamente deportato da Bolzano a Mauthausen il 1° febbraio 1945, con il trasporto dei cosiddetti pericolosi. Muore a Gusen il 2 marzo dello stesso anno.

Mario Zorzi
Classe 1925, si diploma all’Arcivescovile di Trento. Studente universitario al primo anno, è coinvolto nel movimento di resistenza fiemmese ed è arrestato a Cavalese il 27 novembre 1944 e rinchiuso nel carcere di Trento. Trasferito nel campo di Bolzano (matricola 8079 Blocco B), da lì viene deportato a Flossenbürg, dove giunge il 23 gennaio 1945. Il 3 febbraio 1945 è tradotto nel sottocampo di Porschdorf. Secondo alcune fonti sarebbe deceduto a Terezin, nella prigione della Gestapo, il 1° aprile 1945. Nel “libro dei deportati” la data del suo decesso è quella del 14 aprile 1945.

Martino Vanzo
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