DIGICHer: gli archivi per costruire il futuro

L’archivio come spazio vivo, partecipato e costruito insieme alla comunità. È questo il cuore del progetto europeo DIGICHer, che lunedì 4 maggio ha vissuto il suo momento conclusivo presso la sede dell’Istituto Culturale Ladino, al termine di un percorso che negli ultimi mesi ha coinvolto direttamente cittadini, ricercatori e rappresentanti della società fassana.

L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Studi Germanici, nasce con l’obiettivo di ripensare il modo in cui il patrimonio culturale delle minoranze linguistiche viene digitalizzato, raccontato e reso accessibile. Non solo conservazione quindi, ma anche partecipazione attiva: uno degli aspetti centrali del progetto è infatti il coinvolgimento diretto delle comunità locali nella scelta dei materiali da valorizzare e nelle modalità con cui questi vengono restituiti al pubblico.

Durante il percorso, diversi esponenti della comunità ladina della Val di Fassa hanno preso parte a incontri e momenti di confronto dedicati al futuro degli archivi culturali del territorio. Al centro delle riflessioni, in particolare, l’archivio fotografico Franz Dantone Pascalin, recentemente digitalizzato e considerato un possibile punto di riferimento per nuove forme di partecipazione culturale condivisa.

L’incontro conclusivo di lunedì è stato dedicato alla restituzione del lavoro svolto. I ricercatori dell’Istituto Italiano di Studi Germanici hanno presentato ai partecipanti un concept di archivio digitale collaborativo sviluppato a partire dalle idee, dalle osservazioni e dai contributi raccolti nel corso dei mesi precedenti. La serata ha rappresentato così non soltanto una conclusione, ma anche un momento di verifica e dialogo, in cui i partecipanti hanno potuto confrontarsi sul progetto finale, suggerire ulteriori riflessioni e valutare la coerenza del concept rispetto alle esigenze emerse durante il percorso.

DIGICHer mette in evidenza un tema sempre più centrale anche per i territori di montagna: il patrimonio culturale non può essere considerato soltanto qualcosa da conservare, ma deve diventare uno strumento capace di creare relazione, identità e partecipazione. In questo senso, la collaborazione tra ricerca e comunità locale assume un valore strategico, contribuendo a mantenere vivo il legame tra la popolazione fassana e la propria memoria collettiva.

Shiatsu Zuo

Fotografie, documenti e archivi diventano così non solo testimonianze del passato, ma strumenti per raccontare il presente e immaginare il futuro culturale della valle.

Foto: Istituto Italiano di Studi Germanici

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