Dolomitica, Roberto Brigadoi lascia

«Dagli anni Ottanta guido la società sportiva – spiega tra una telefonata e una mail – ed è tempo che riprenda un po’ della mia vita. Non ho più la motivazione di un tempo. Anche la mia famiglia ha il diritto di maggiore tranquillità ed è ora che il sottoscritto provi a fare il nonno. La mia famiglia mi ha sorretto, specialmente nelle giornate più impegnative. È arrivato il tempo di passare le consegne a una persona più motivata».

Governare una società sportiva nel secolo scorso richiedeva grande passione, tempo e capacità di muoversi nella realtà di paese. Oggi, con la modifica della legislazione del settore sportivo, è necessaria anche la conoscenza della complessa macchina burocratica che regola il mondo delle imprese. Entro il 31 dicembre 2023 le società dovranno adeguare lo statuto per renderlo conforme alle nuove disposizioni legislative, pena la cancellazione dal Registro delle attività sportive.

La novità principale è nelle collaborazioni. Ora potranno assumere due forme: volontariato sportivo o lavoro sportivo. Il volontario è la persona che senza compenso presterà servizio alla società. Il lavoratore sportivo invece eserciterà l’attività inquadrata secondo le ordinarie regole del mondo del lavoro. «La legge – afferma Roberto Brigadoi – trasforma il direttivo della società, composto da volontari, in imprenditori tenuti a sottostare alle normative del lavoro».

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Oltre alla fiscalità avranno compiti di sicurezza e tutela della salute del lavoratore. La legge eliminerà il rimborso forfettario attuato in passato per gli allenatori che si dedicavano alla preparazione degli atleti. Queste figure dovranno decidere se fare un’attività volontaria o remunerata con tutte le regole di un contratto. Il volontario che presta gratuitamente la propria opera nel settore sportivo, dovrà essere assicurato per la responsabilità civile verso terzi e non potrà essere remunerato in alcun modo. Sono permessi rimborsi spese documentati di vitto, alloggio, viaggio e trasporto, sostenuti al di fuori del territorio comunale di residenza. Tali rimborsi non concorrono a formare il reddito ai fini fiscali. Il lavoro sportivo potrà assumere natura subordinata (dipendenti), collaboratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi oppure titolari di partita Iva.

«C’è l’effettivo rischio – afferma Brigadoi – che alcuni allenatori non siano più disposti a svolgere volontariamente un impegno e, nello stesso tempo, trovare non conveniente stringere un contratto. Probabilmente ci mancheranno dei collaboratori». La società sportiva di Predazzo ha il suo punto di forza nel “pool sportivo” un insieme di imprese che si impegnano a finanziare le attività della U.S. Dolomitica. In cambio possono trovare pubblicità dedicata nel corso di manifestazioni. «Un’idea nata alla fine degli anni ‘70 e che è risultata vincente. La società infatti può programmare l’attività con i giovani sulla base di una disponibilità finanziaria certa. Predazzo e la Valle di Fiemme conta molte realtà produttive disposte a impegnare risorse nello sport per favorire la crescita sana e attiva della nostra gioventù» conclude Roberto Brigadoi.

La U.S. Dolomitica conta un migliaio di tesserati di cui almeno 300 atleti. Segue l’attività sportiva di giovani a partire dai sei anni. «Penso che l’inizio della scuola sia un periodo consono per l’attività sportiva organizzata. Prestiamo molta attenzione nelle primi anni perché i giovanissimi si ambientino in una realtà fatta di relazioni e regole. Vogliamo essere parte attiva nell’educazione dei giovani, non un parcheggio per le famiglie troppo indaffarate». I settori seguiti dalla U.S. Dolomitica sono: sci di fondo, salto e combinata, sci alpino, biathlon, calcio e atletica. La società segue anche l’area nordica dello ski – ice college della Scuola ladina.

Gilberto Bonani

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