Si è chiusa a Trento la settimana organizzata dalla Fondazione Bruno Kessler, che ha riunito ricercatori e ricercatrici provenienti da diversi Paesi europei per confrontarsi sulle nuove tecnologie da applicare a ecologia, ambiente e conservazione.
Al centro dell’incontro, i risultati di WildDrone, progetto avviato nel 2023 e in chiusura quest’anno. Fino ad oggi, la maggior parte dei sistemi di rilevamento della fauna si è basata su riprese aeree tradizionali, immagini raccolte dalle cosiddette “fototrappole” e ricognizioni effettuate di persona sul campo, metodi che presentano limiti noti in termini di precisione e di impatto sugli habitat.
Il progetto ha mostrato come superare questi limiti attraverso l’utilizzo di droni autonomi e immagini elaborate per fornire ricostruzioni tridimensionali della scena. Grazie a specifici algoritmi di intelligenza artificiale e alla fotogrammetria, il sistema è ora in grado di ricostruire il singolo esemplare nello spazio 3D, per poi calcolarne con precisione la posizione, l’orientamento e la taglia e tracciarne i movimenti nel tempo, distinguendo i vari individui all’interno di un gruppo.
Secondo quanto emerso dai lavori, questo approccio permetterà in futuro di monitorare le popolazioni selvatiche con alta precisione e in maniera meno invasiva negli habitat naturali, con un minor impatto ambientale rispetto ai metodi tradizionali.






