DSJ: a Tesero PentaBig Band e Simone Alessandrini

Domenica 6 marzo, dopo la voce di Heidi Vogel che alle 14 potremo ascoltare gratuitamente nello splendido scenario di Fuciade, il Dolomiti Ski Jazz offre (a pagamento, con possibilità di abbonamenti a 3 o 6 concerti serali rispettivamente in Fiemme e Fassa) una serata, alle ore 21:00 al Teatro Comunale Tesero, con la 𝗣𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗕𝗜𝗚 𝗕𝗔𝗡𝗗 della Scuola musicale di Fiemme “Il Pentagramma” diretta da Paolo Trettel e 𝗦𝗜𝗠𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗟𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗗𝗥𝗜𝗡𝗜 con “𝗦𝘁𝗼𝗿𝘆𝘁𝗲𝗹𝗹𝗲𝗿𝘀”, l’album d’esordio del giovane sassofonista e compositore Simone Alessandrini, per l’etichetta Parco della Musica Records. UN’opera prima che è anche il nome del gruppo che l’accompagna e in cui Alessandrini, al sax alto e soprano, è coadiuvato da Antonello Sorrentino alla tromba, Riccardo Gola al basso elettrico, contrabbasso ed effetti, Riccardo Gambatesa alla batteria e Dan Kinzelman, al sax tenore in tre brani del disco. Al posto di Kinzelman a Tesero ci sarà Federico d’Angelo al sax baritono.

Storytellers si compone di sette brani originali e fortemente evocativi, che creano un’architettura complessa; un album decisamente ispirato in cui i singoli brani sono tessere di un più ampio mosaico narrativo. Classe 1983, cresciuto ascoltando Zappa e il jazz di Coleman, al suo esordio discografico, Simone Alessandrini si rivela narratore eccezionale in un album netto e visionario, rievocando, tra mito e leggenda, personaggi popolari sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.

Il nuovo album del sassofonista Simone Alessandrini con la sua formazione Storytellers, è Mania Hotel, un concept album interamente dedicato al tema della follia in cui Simone Alessandrini ha raccolto 5 storie realmente accadute, alcune già note e altre che ha vissuto personalmente: la storia di Marina Luz, la bambina abbandonata nella jungla e cresciuta dalle scimmie, il Dr. Semmelweis “il salvatore delle madri”, il lamento d’amore di Attilio, la vicenda delle “libertine, snaturate, irose” rinchiuse nei manicomi durante il ventennio fascista e il giorno di ordinaria follia in un bar, in cui viene scagliata la ferocia contro un nemico invisibile. Storie accadute in epoche diverse ma che hanno in comune la fragilità dell’identità dell’essere umano e di come questa possa essere cancellata dalla società stessa

Musicalmente accade molto. Si aprono degli scenari che tendono verso il rock ma allo stesso tempo è evidente l’influenza della musica colta di inizio ‘900. C’è l’eco della fanfara popolare ma anche l’influenza di Tom Waits. “Mania Hotel” è un contenitore sonoro, il cui sound dinamico riesce ad oscillare tra il mondo acustico e quello elettrico, dove i tre fiati in prima linea portano New Orleans in Europa, alternando momenti acidi a un sound melanconico ed evocativo.

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