Elio con “Ci vuole orecchio” a Solstizio d’estate

Solstizio d’estate, l’interessante rassegna di teatro del racconto e teatro-canzone nelle diverse declinazioni che hanno caratterizzato negli anni questa proposta della piana Rotaliana, propone questa sera, sabato 10 giugno, nella coloratissima scenografia disegnata da Giorgio Gallione, Elio (senza Starie tese) alle prese con Enzo Jannacci, il cantautore più eccentrico e originale della storia della canzone italiana, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente inconciliabili: allegria e tristezza, tragedia e farsa, gioia e malinconia. 

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Uno spettacolo un po’ circo un po’ teatro canzone, dove una band di cinque musicisti (Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri al sassofono, Giulio Tullio al trombone) permetterà ad Elio, filosofo assurdista e performer eccentrico, di surfare sul repertorio dell’amato Jannacci, nume tutelare di quella parte della storica canzone d’autore che considera il Comico, anche in musica, non come un ingrediente ciecamente spensierato, ma piuttosto un potente strumento dello spirito di sovversione del senso comune, ludica aggressione alla noia e ai linguaggi standardizzati, che non teme di creare disagio o generare dubbi. 

“Ci vuole orecchio” non è un omaggio, ma una ricostruzione di quel suo mondo di nonsense, comico e struggente (…) È un viaggio dentro le epoche di Jannacci, perché non è stato sempre uguale: c’è Jannacci comico e quello che ti spezza il cuore di Vincenzina o Giovanni telegrafista. Risate e drammi, come la vita: imperfetta. E nessuno meglio di chi abita nel nostro paese lo sa.

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