Energia: il ruolo di Eneco

Uno degli esempi più significativi della volontà di produrre energia da fonti rinnovabili è sicuramente legato alla società “Eneco-Energia Ecologicas.r.l.” di Predazzo, la cui storia si è ispirata ad una tradizione montana che ha sempre trovato nella risorsa legno la possibilità di assicurare un concreto sviluppo dell’arte del calore.

L’idea è nata a Moena nel 1992, quando il giovane imprenditore Umberto Zanon, scomparso nel 1996, già impegnato in altre iniziative similari (tra esse la costituzione della Società Elettrica Moenese), comprese che la strada del futuro era quella legata alla produzione di energia elettrica e termica, oltre che alla realizzazione di impianti di teleriscaldamento e cogenerazione ed alla gestione di strutture ricettive, artigianali e commerciali alimentate dall’energia prodotta.

L’atto costitutivo di Eneco risale al 5 febbraio del 1993, dopodichè il progetto fu sottoposto al vaglio dell’Amministrazione Comunale di Predazzo, che lo accolse con particolare attenzione, avviando subito importanti verifiche finanziarie con la Provincia Autonoma di Trento, dalla quale sono giunte immediate assicurazioni di piena disponibilità anche sotto il profilo finanziario, tenuto conto della continua evoluzione tecnologica e dell’avvento, nelle valli dell’Avisio, della nuova rete di distribuzione del gas metano.

Lo stesso Comune, nel 1996, ha acquistato il 51 per cento delle quote di Eneco, mentre il trasferimento completo delle quote dalla società moenese avvenne due anni dopo, quando il 49 per cento del capitale sociale venne rilevato da Avisio Energia, nata per iniziativa del Bim Adige di Trento, allora presieduto dal commendator Fabio Giacomelli di Predazzo e che stava attuando la metanizzazione di Fiemme, Fassa e Cembra.

Nel 1999, il Comune di Predazzo ed Avisio Energia hanno poi costituito la nuova società Eneco s.r.l,, mentre nel 2001 sono iniziati i lavori di costruzione della nuova centrale, conclusi nel 2002. Da sottolineare la particolare attenzione riservata all’ambiente, con l’adozione di un idoneo catalizzatore ossidante per il contenimento delle emissioni di fumi nell’atmosfera, rispettoso dei limiti imposti dalle normative di legge.

La situazione si è poi evoluta negli anni seguenti, dopo che il 49% delle quote del capitale è passato, in due parti uguali (24,5 ciascuna) all’Acsm del Primiero ed a Bioenergia Fiemme. A partire dal 2015, è stato avviato il progetto di riqualificazione della centrale ed alla fine del 2018, dopo l’arrivo del nuovo amministratore unico Fabio Vanzetta, la nuova centrale è diventata realtà ed è stata attivata una nuovissima caldaia, con l’obiettivo di raggiungere il 100% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili (cippato), passando dai due mega prodotti dalla caldaia precedente, ovviamente dismessa, ai 4 mega e mezzo della nuova Inoltre c’è stato anche il montaggio di due pirogassificatori, generatori a pellet per la produzione di energia elettrica e termica attraverso un processo di decomposizione termochimica della biomassa ad alte temperature Dopo alcuni giorni di rodaggio, nella settimana prenatalizia la caldaia è entrata a pieno regime, in grado quindi di garantire 24 ore su 24 la potenza termica necessaria, anche in vista dell’aumento delle utenze termiche del paese, le quali, in effetti, hanno raggiunto oggi il numero di quasi 600.

Fassa Coop

Come ricordato sopra, dal maggio del 2018 amministratore unico è Fabio Vanzetta di Ziano, già sindaco del suo paese per tre legislature ed attuale vicesindaco. Da lui una panoramica generale sulla crisi energetica che ha interessato anche le valli di FIemme e Fassa e che ancora oggi pone importanti interrogativi sul futuro.

Sulle cause della crisi, le sue valutazioni sono precise: “Uno dei fattori principali che la hanno provocata è senza dubbio legato a scelte di carattere speculativo. Il mondo del gas e la gestione dell’energia sono in mano ad un ristretto numero di oligarchi che hanno in mano le sorti del pianeta e fanno interessi colossali. Sono convinto che la crisi internazionale provocata dalla guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina sia stata utilizzata anche come pretesto per far decollare il prezzo del gas. Questa situazione ha determinato l’insorgere di molti problemi anche da noi, pur sottolineando che, per la verità, a Predazzo e Cavalese, grazie al teleriscaldamento, le conseguenze sono state minori, pur andando a coinvolgere quanti sono rimasti al di fuori di questo settore. L’intero sistema si è inevitabilmente impoverito e soltanto la scelta delle fonti rinnovabili, uno dei nostri obiettivi principali da sempre, è risultata positiva”.

Catinaccio Rosengarten

Inevitabilmente ci sono settori che hanno sofferto di più. “In situazioni del genere, succede sempre. Certe aziende sono state costrette a rallentare o addirittura a fermarsi, impossibilitate a fruire di energie rinnovabili, mentre altri settori, aumentando i prezzi, ci hanno perfino guadagnato. In mezzo, come al solito, la gente comune, sulla quale sono stati spalmati gli effetti di questa bolla”. Difficile ovviamente, capire come uscire da questa situazione. “Credo” sottolinea Vanzetta “che sia necessario innanzitutto limitare i consumi il più possibile, evitando di spendere più energia di quanto serva. Quindi puntare, anche nel nostro territorio regionale, sulle energie rinnovabili. Purtroppo in Trentino manca sufficiente attenzione in questo senso, mentre va molto meglio in provincia di Bolzano. Da ricordare che è stata creata l’associazione “Trentino Energia Verde” per far capire alla Provincia di Trento l’importanza del nostro ruolo e che, da noi, nel 2022, le spese per le famiglie non sono state toccate”.

Importante dunque la presenza di Eneco, che sta operando con grande impegno e con risultati importanti. “Mi piace sottolineare che il nostro bilancio è molto positivo anche se pure noi siamo alle prese con situazioni che cambiano e che vanno gestite in maniera consapevole, visto che il prezzo del pellet sale ed i rigassificatori vengono alimentati a pellet. Dunque occorre guardare avanti cercando di capire come muoverci. Abbiamo fatto molti investimenti in paese, attivando quasi tre chilometri di rete nuova in due anni e continuiamo su questa strada, ma bisogna stare sul chi va là. Tra le novità, una iniziativa che è la prima in Trentino e che riguarda un accordo stipulato con il Biodigestore del paese per portare in centrale il loro biogas prodotto in eccesso ed utilizzarlo come energia rinnovabile, da utilizzare al meglio a beneficio delle famiglie. Occorrerà prevedere una nuova caldaia o un cogeneratore, ma siamo pronti”.

Mario Felicetti

Foto: Fabio Vanzetta

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