Fabio Morandini/Manuel Boninsegna: intervista doppia

Ecco l’ultima delle interviste doppie pubblicate dalla US Dolomitica sul suo magazine invernale: a confronto Fabio Morandini e Manuel Boninsegna!

 

FABIO MORANDINI

Anno di nascita 1945

Ex atleta Gdf

Campione Italiano 1968 e 1971

6 olimpiadi (2 da atleta, 2 da allenatore, 1 come giudice di salto, 1 da direttore tecnico)

14 Campionati del mondo con varie funzioni

L’EMOZIONE SPORTIVA PIÙ GRANDE

Sicuramente la prima convocazione olimpica, ai Giochi di Grenoble del 1968. Sfilare insieme ai migliori atleti a livello internazionale, ascoltare l’inno, vedere la bandiera italiana in mezzo alle bandiere del resto del mondo… momenti indimenticabili, soprattutto per un ragazzino di Predazzo che veniva dal nulla.

IL MIO SOGNO SPORTIVO NEL CASSETTO

Consapevole che non avrei potuto ambire a medaglie a livello internazionale, il mio sogno era quello di battere Ezio Damolin, combinatista di Moena, giunto quinto alle Olimpiadi di Grenoble. Per due volte, nel 1968 e nel 1971, ce l’ho fatta, vincendo io il titolo di campione italiano… che soddisfazione!

COSA INVIDIO AI COMBINATISTI DI OGGI

Sicuramente hanno a disposizione materiali migliori, anche se in questo momento salto e combinata non sono centrali nelle scelte della federazione.

PERCHÈ SONO FELICE DI ESSERE STATO UNO SPORTIVO DI IERI

Da ragazzino per me era una grande gioia anche solo andare fino a Imer o a Ponte di Legno per saltare. Bastava poco per farci sentire come se avessimo tutto.

COS’È PER ME LO SPORT

Lo sport per me è stato soprattutto una lezione di vita, perché insegna a rispettare regole e orari. Inoltre, è anche cultura, perché dà la possibilità di viaggiare e conoscere stili di vita differenti.

LA DOLOMITICA IN TRE PAROLE

Fortuna, perché questo è la Dolomitica per il paese; aggregazione, che riesce a garantire a tanti giovani attraverso i diversi sport; ammirazione per tutti coloro che dedicano tempo, energia e competenza al servizio di questa associazione.

 

 

MANUEL BONINSEGNA

Anno di nascita 2009

Categoria U12

Frequenta la prima media

Vincitore Coppa Italia U10 2019

Vincitore Coppa Italia estiva U10 2019

L’EMOZIONE SPORTIVA PIÙ GRANDE

Finora l’emozione più grande l’ho provata quando ho saltato per la prima volta dal trampolino HS66. Anche se mi sembrava grande, volevo provarci. All’inizio mi sono spaventato: non mi aspettavo così tanta aria. Però, appena atterrato, ho voluto subito riprovarci. Poi ci ho preso gusto!

IL MIO SOGNO SPORTIVO NEL CASSETTO

Il mio sogno sportivo è quello di saltare dal trampolino più alto di Planica, in Slovenia. È un HS225. Non c’è un’età minima per saltare, ma bisogna essere pronti per poterlo fare!

COSA INVIDIO AI FONDISTI DEL PASSATO

Da quello che mi raccontava il nonno Luigi e da quello che si ricorda mio papà Davide, una volta c’era molta più neve rispetto ad oggi. Inoltre, mio papà aveva i trampolini vicino a casa, in campagna, e poteva andarci a piedi quando voleva. C’erano anche più persone che praticavano questo sport.

PERCHÈ SONO FELICE DI ESSERE UNO SPORTIVO D’OGGI

Sicuramente oggi abbiamo materiali più tecnici e moderni. Inoltre, una volta bisogna salire a piedi fino al trampolino: oggi ci sono i tapis roulant o le seggiovie, così non facciamo fatica. Oggi, poi, si può saltare anche d’estate sulla plastica; una volta il salto era uno sport solo invernale.

COS’È PER ME LO SPORT

Pratico questo sport per passione. Mi piace volare e stare nell’aria. A volte salto anche per sfogarmi dopo aver preso un brutto voto a scuola o se ho litigato con un mio amico. È quindi anche un modo per cacciare via le brutte emozioni.

LA DOLOMITICA IN TRE PAROLE

Competizione, unione e amicizia.

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