“Farfalle di fuoco”, il nuovo romanzo dello scrittore di Cavalese Oriano Campini

Che cosa accade quando la violenza politica eversiva smette di essere una pagina di storia recente per insinuarsi, in silenzio, nel perimetro protetto degli affetti familiari e dei luoghi di lavoro? Con “Farfalle di fuoco”, in libreria da settembre edito da Gander Books, Oriano Campini firma una prova di eccezionale maturità narrativa capace di trasformare il dramma ideologico in una partita ad alta tensione psicologica.

Il romanzo mette a confronto due mondi speculari e inconciliabili: da un lato Simone, manager delle risorse umane rigoroso ed etico, la cui quotidianità è solida e misurata; dall’altro Carlo, impiegato schivo che alimenta nell’ombra la fiamma di una cellula eversiva pronta al salto di qualità. A far deragliare questo equilibrio apparente è una concatenazione di eventi fatali, uno scrigno di segreti di famiglia che riaffiora dal passato e un carteggio investigativo della Digos che elegge Simone a bersaglio designato.

Lontano dagli automatismi del thriller d’azione e distante dalle semplificazioni della saggistica sociologica, “Farfalle di fuoco” indaga la minaccia attraverso la lente deformante della vita privata. Il punto di snodo della narrazione è Nicoletta, la compagna di Carlo: una figura tragica e lucida che sceglie la via della defezione e dell’infiltrazione emotiva per evitare la carneficina. Attraverso la sua figura Campini esplora l’ipocrisia salvifica, il valore della protezione e la fragilità delle reti umane di fronte al fanatismo.

Caratterizzato da stile denso e ritmato, il romanzo analizza con precisione chirurgica dinamiche industriali, sindacali e legali intrecciandole a richiami culturali e pittorici. Campini non concede sconti al sentimentalismo: la sua prosa restituisce con nitidezza la lentezza paralizzante della paura e la rapidità irrevocabile delle decisioni morali.

Shiatsu Zuo

Oriano Campini, nato a Bondeno in provincia di Ferrara e residente a Cavalese, esordisce nella narrativa con “Parole mai viste”, nel 2023 e nel 2025 vince il Concorso Nazionale Letterario LiberEtà con l’opera “Il sapore di armellina”, dal quale è tratto il cortometraggio premiato nel 2026 a Venezia con il Premio Bookciak Magazine . La sua cifra stilistica coniuga l’analisi rigorosa delle dinamiche lavorative e umane con una ricca trama di riferimenti culturali e letterari, offrendo uno sguardo originale sulle rimozioni della coscienza collettiva italiana.

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