Fascino e storia del museo di Lauro

È un prezioso omaggio al mondo dell’artigianato trentino oltre che una raffinata testimonianza della nobile arte del restauro, il Museo di stufe e cucine antiche Lauro Defrancesco, dove oggi sono ospitate centocinquanta stufe artistiche provenienti da tutta Europa e non solo. 

L’artigianato è un tassello fondamentale della storia stessa della Val di Fiemme, per questo preziosi e fondamentali sono gli artigiani che hanno coltivato l’arte e il piacere di raccontare e comunicare la propria storia e il proprio operato. Lauro Defrancesco, artigiano, fumista, restauratore e collezionista di stufe antiche e artistiche è anche l’appassionato comunicatore che attraverso le opere del proprio museo ama far rivivere secoli di storia artigiana. Noi oggi vi raccontiamo la sua.

Nella Molina degli anni sessanta un adolescente che avesse desiderato allontanarsi dalle quattro mura di casa non disponeva certo di infinite opportunità, ma tra le poche, lo sport era sicuramente una delle percorribili. Lauro Defrancesco, molinaro d’origine e nel cuore, ha poco più di dodici anni quando realizza che lo sci nordico e la corsa, non solo sono due sport che lo appassionano ma anche due specialità che molto si avvicinano a quell’idea di rigore e disciplina che, nonostante la giovane età, sente già appartenergli. Lauro perciò si allena ogni giorno impegnandosi al massimo, gara dopo gara, vittoria dopo vittoria fino a quando viene notato dalle persone che gli permettono di entrare a far parte della squadra nazionale di sci di fondo e del Corpo Forestale dello Stato. 

Nel frattempo Lauro inizia a fare qualche lavoretto, i fine settimana li trascorre tra piccoli interventi da artigiano e qualche riparazione, ed è qui che inizia a prender confidenza per la prima volta anche con il mondo delle stufe a olle, dalle quali, inizialmente, esce nero come uno scarafaggio. 

Lauro cresce, in manualità e in abilità sportive, ma con il passare degli anni si sente sempre più lontano dall’ambiente militare al quale appartiene e sempre più vicino a quello dell’artigianato verso il quale cresce passione e curiosità. Si ricorda così delle parole di Corradino Corradini, direttore della Polisportiva di Molina e storico artigiano di stufe a olle, che da sempre gli ripeteva: “Ricordati che se con lo sport ti va male qui il lavoro non manca!”.

All’età di ventun’anni Lauro si congeda dal corpo Forestale e dalla carriera sportiva, una strada che per lui avrebbe significato certezze e garanzie, per intraprendere quella del tutto incerta e pericolante dell’artigiano. Lauro non inizia come dipendente ma come libero professionista, sono anni in cui la burocrazia non è ancora “nemica” dell’imprenditoria e per iniziare gli bastano le dichiarazioni soddisfatte dei committenti per i quali ha lavorato fin da ragazzino

Lauro diventa così il posatore ufficiale delle stufe a olle di Corradini la cui storica attività ha avuto inizio già con il trisnonno (1800) e che le piastrelle le realizza a mano, una a una, partendo dalla materia prima, l’argilla rossa, disponibile “sotto casa”, nella cava di Molina, lavorandola negli stampi di gesso e legno e rifinendone le colorazioni con ossidi di rame e altre tonalità. 

Non è un inizio facile quello di Lauro: nel ‘78 la nascita del riscaldamento centralizzato cattura la curiosità e l’interesse di tante famiglie che, attratte dalla comodità di riscaldare l’intera casa senza fatica, si preoccupano più di far smontare le stufe già esistenti che di commissionarne di nuove. Lauro non si spaventa, tiene duro e lavora a testa bassa. Ben presto chi era rimasto affascinato dalla novità ritorna volentieri al caldo avvolgente delle stufe e ai loro costi di gestione decisamente più contenuti di quelli del gasolio. 

L’attività di Lauro cresce e le stufe vengono richieste sempre di più anche fuori dai confini valligiani e provinciali; i tempi di attesa per una stufa realizzata a mano da Corradini però non incontrano le esigenze di una clientela sempre più impaziente (per alcune si sfiorano i due anni d’attesa) e Lauro è costretto a trovare nuove collaborazioni. 

Sommerhuber è un’azienda austriaca nata nel 1491, un’azienda storica, l’azienda che ha prodotto tutte le stufe di Schönbrunn, per gli esperti del settore è a tutti gli effetti “l’azienda”. Lauro inizia con Sommerhuber una lunga e fiorente collaborazione che lo porterà negli anni a realizzare vere e proprie opere d’arte proprio come quelle che sempre più spesso gli viene richiesto di restaurare per poi essere installate in nuove eleganti dimore di tutta Europa.

Oltre a realizzare stufe progettate su misura e personalizzate in base ai vari ambienti in cui vengono installate, Lauro affina l’arte del restauro donando nuova vita a preziose opere realizzate nei secoli passati e diventando un punto di riferimento del settore delle stufe artistiche, tanto che anche il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi ne ha pubblicamente apprezzato l’operato. Le sue opere impreziosiscono i saloni di abitazioni di tutta Italia e Europa, di tante famiglie Trentine ma anche di tanti personaggi illustri del mondo dello sport, della cultura e perfino dell’alta moda internazionale. 

Lentamente l’innata passione per il proprio lavoro e la sempre più approfondita conoscenza del valore storico e culturale di ciò che esso rappresenta, lo portano a diventare un esperto collezionista di stufe artistiche provenienti da tutta Europa e non solo; la sua attuale collezione ne conta oltre centocinquanta, tutte funzionanti. Accanto alle stufe Bormiolli, a quelle in maiolica di Sfruz, alle Tomazzoli di Cles, si trovano modelli Impero, Jugendstil, Barocco, Bidermeier e Liberty provenienti da Ungheria, Austria, Germania e America. La più antica attualmente risale alla fine del ‘600. Sorprendente anche la collezione delle stufe economiche francesi e belghe impreziosite da suggestivi paesaggi dipinti a mano. 

Il 4 dicembre 2021, il giorno di Santa Barbara, Lauro ha festeggiato 45 anni di attività celebrando il pensionamento con una giornata di ringraziamento, invitando nella sua esposizione non solo gli amici e colleghi fumisti fiemmesi e trentini, ma anche le istituzioni dell’artigianato e della cultura della Provincia, sottolineando l’importanza della loro presenza come sostegno e stimolo per i giovani artigiani ed esprimendo il desiderio di voler lasciare ai  colleghi ed in particolare all’amico ingegnere e fumista Mauro Barberi, presidente dell’associazione artigiani fumisti, la promessa da parte delle istituzioni di una collaborazione futura affinché questa affascinante tradizione della stufa ad accumulo calorico non vada a sparire. Particolarmente sentito anche il ringraziamento ai suoi due storici dipendenti, che lui stesso ha definito le sue “due braccia destre”, Sergio e Luciano, con i quali ha avuto il piacere di lavorare per quasi quarant’anni.

Ora che il laboratorio di Castello-Molina ha chiuso la produzione, l’esposizione è diventata un vero e proprio museo entrato recentemente a far parte anche del circuito di musei etnografici del Trentino. Se inizialmente i visitatori del museo provenivano soprattutto dai vari paesi della Val di Fiemme, sempre più numerose sono ora le visite da parte di turisti provenienti da varie aree del Trentino e da fuori regione. 

Grande successo hanno ottenuto anche le due giornate di visite guidate organizzate lo scorso marzo dal gruppo Fai della Val di Fiemme e Val di Fassa registrando l’adesione di un nutrito numero di partecipanti, provenienti da tutto il Trentino, estremamente incuriositi e affascinati dalla vista di tanta bellezza. 

Non si ferma perciò l’attività di Lauro Defrancesco che da quando ha arrestato la produzione sembra aver riacquistato nuove e preziose energie da dedicare alla condivisione di quell’inestimabile bagaglio storico e artistico frutto di un’intensa vita di ricerca e dedizione che oggi lo rendono uno dei maggiori esperti di questo  settore, ma soprattutto un avvincente narratore in grado di affascinare e incuriosire anche i visitatori meno esperti. 

Leonilde Sommavilla

Foto: Orler images

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