Filmfestival – Giorno 9: Il premio del CAI a Eliza Kubarska

“Smarrire” il portafoglio e trovarti un vigile, mentre vai al parcheggio per cercarlo (invano), che ti confeziona una multa perché hai sbagliato l’ora della fine sosta, non è il miglior modo per iniziare l’ultima giornata trascorsa a Trento per seguire, al cinema Modena, i film della 69° edizione del Trento Filmfestival che proseguirà oggi, domenica, con le proiezioni dei film premiati, alcune anticipate già ieri sera. Ma tant’è.

Fatto sta che per la prima proiezione abbiamo recuperato “The Wall of Shadows” di Eliza Kubarska, che ha ricevuto in sala, da Carlo Ancona, il penultimo riconoscimento speciale assegnato al cinema, il Premio “Mario Bello”, istituito dal Centro di cinematografia e Cineteca del Cai – Club alpino italiano, viene assegnato da anni al miglior film che rappresenti l’alpinismo nei suoi molteplici aspetti di avventura umana, culturale, tecnica, di rispetto dell’ambiente, di valorizzazione e promozione delle popolazioni che vivono nelle Terre Alte, delle loro culture e tradizioni, e che rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano. Kubarska, già giudice del Filmfestival nel 2012, ha ringraziato con un video.

In due sale l’ultima proiezione speciale e film di chiusura, “N-Ice Cello – storia del violoncello di ghiaccio” di Corrado Bungaro. La straordinaria storia del viaggio di un violoncello fatto di ghiaccio, che per incanto suona, costruito dall’artista americano Tim Linhart con l’acqua del ghiacciaio Presena a 2.800 metri di altitudine.

Il violoncello viene trasportato, tra mille difficoltà, attraverso tutta l’Italia in un furgone-frigo, per preservarlo a una temperatura costante sotto lo zero. L’obiettivo è raggiungere Palermo, dall’altra parte della penisola, per interagire al Teatro Politeama con l’Orchestra Sinfonica Siciliana nella prima esecuzione mondiale di una partitura originale per Ice-cello e orchestra d’archi, opera del compositore e musicista palermitano Giovanni Sollima. Un film “on the road”, con un emozionante finale. Da vedere.

In serata ci ha un po’ deluso il ritratto di “Here I am, again” premiato con la Genziana d’oro per il miglior film di esplorazione o avventura. Una storia intrigante, quella dell’alpinista d’alta quota e zoologo bulgaro Boyan Petrov, conclusasi purtroppo tragicamente, ma la cronaca dei tentativi di salvataggio, intercalati da interessanti frammenti della sua vita segnata da malattie e incidenti, ci sono parsi narrativamente poco incisivi.

La 69. edizione del Trento Film Festival si concluderà oggi alle 18.00 con il convegno Cibo e paesaggio. Riflessioni su alcune pratiche alimentari del Trentino, a cura della tsm.

Al mattino la tavola rotonda con gli autori vincitori del Premio ITAS del Libro di Montagna che dialogano con Enrico Brizzi e Lorenzo Carpanè, mentre a Radio Dolomiti Fabrizio Torchio e Riccardo Decarli racconteranno delle indagini di Sherlock Holmes… sulle Dolomiti.

Al Multisala Modena le repliche dei film premiati, mentre sulla piattaforma i film rimarranno disponibili fino al 16 maggio. Fino a quella data sarà possibile anch4 votare i film per l’assegnazione del premio del pubblico.

 

 

 

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