Filmfestival: manca l’acqua? Fai uno stupa di ghiaccio

Grande attenzione ha riservato il Trento Filmfestival ai temi ambientali, in particolare al riscaldamento globale. Sia con la sezione “Muse.doc”, sia con altri film in concorso o in altre sezioni.

Ricordiamo “Now” di Jim Rakete, fotografo, fotogiornalista, regista, autore e produttore berlinese, un bel documentario sulla generazione dei giovani ribelli del clima e “The magnitude of all things” della canadese Jennifer Abbott, o l’interessante “Wood” sul disboscamento illegale in Austria, Germania e Romania, da vedere come un thriller ambientalista.

Ci sono tuttavia due film su questi temi che mi hanno colpito particolarmente.

Il primo èSongs of the Water Spirits”, film italiano di Nicolò Bongiorno che ha ricevuto il premio “Muse videonatura” ambientato in Ladakh. Un film che dovrebbe essere visto da chi si occupa di ambiente e turismo anche in Fiemme e Fassa, riflettendo sulle significative motivazioni della giuria: “Da una parte un territorio di tradizioni millenarie, nel cuore dell’Himalaya, ancora legato ad un rapporto intimo con la propria terra dove la vita semplice delle genti di montagna si intreccia con una forte spiritualità. Dall’altra l’invasione di chi cerca unicamente una risorsa turistica da sfruttare, incurante della sua fragilità, dell’impoverimento culturale, dei cambiamenti climatici che colpiscono in maniera evidente proprio gli ambienti di alta quota. In mezzo, i mediatori che quotidianamente tentano di superare il divario tra questi due mondi ed evitare il conflitto preservando il ricco retaggio culturale, investendo sull’educazione delle nuove generazioni e proponendo soluzioni calate nel contesto locale per affrontare il cambiamento climatico”.

Fra i mediatori, anche l’idea di realizzare degli “stupa” di ghiaccio come riserva idrica, che mi ha colpito per la somiglianza con le incomprensibili montagnole di neve che ancora persistono lungo la valle, e che anziché portare l’acqua a chi non ce l’ha, come nel caso degli “stupa” indiani, la sottraggono inutilmente, verrebbe da dire con uno scontato gioco di parole “stupidamente” al territorio.

Il secondo è “Icemeltland Park” di Liliana Colombo, di cui avevamo già accennato prima che ottenesse una menzione speciale della giuria. E’ uno sguardo caustico e originale sul riscaldamento globale che ironizza sulla nostra inconsapevolezza quando “ammiriamo” estasiati i fenomeni naturali come lo scioglimento dei ghiacci o gli tsunami. Icemeltland park è un parco di divertimenti pensato per le famiglie, le coppie, gli amici e tutti coloro che vogliono visitarlo. Non sai dove andare in vacanza? O non sapete come trascorrere la vostra luna di miele? Venite a Icemeltland Park, non ve ne pentirete. Il mediometraggio si potrà vedere quest’estate a Predazzo all’interno della manifestazione “Cinema Dolomiti” curata dal Museo geologico.

 

 

 

 

 

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