Filmfestival: una montagna di libri per il Premio ITAS

La mostra “Montagna di libri” che da sempre ha accompagnato il Filmfestival di Trento, si terrà, se tutto va bene, nella prima metà di giugno. La giuria del Premio ITAS, presieduta da Enrico Brizzi, ha comunque selezionato nei giorni scorsi le 5 opere finaliste tra 110 libri di 45 case editrici. Il vincitore assoluto sarà proclamato nel corso della serata di gala di sabato 9 maggio alle ore 20 condotta su Facebook e Youtube da Maria Concetta Mattei.
Tutti i libri saranno presentati in streaming a partire da sabato 1 maggio alle ore 18 con Daniele Zovi, esperto forestale, scrittore e divulgatore che abbiamo già conosciuto a Predazzo, assieme a Gianni Rigoni Stern, dove due anni fa ha presentato il libro “Alberi sapienti e antiche foreste” e il film di cui è protagonista, assieme allo stesso Rigoni Stern “La foresta ferita”.
“Autobiografia della neve”, edito da UTET, è il suo ultimo lavoro.
Per Daniele Zovi, nato tra le vette che incorniciano l’altopiano di Asiago, la neve fa parte del paesaggio della memoria, lo spazio fisico in cui si muovono i ricordi. Quello “con dar snea” (come la neve viene chiamata nella lingua cimbra dell’altopiano) è un amore iniziato fin da bambino, mentre osserva i fiocchi scendere lenti, e rimasto poi costante e appassionato in una vita di lavoro da forestale.
Lunedì 3 maggio, sempre alle 18, il coordinatore del premio Lorenzo Carpanè presenterà “Winter 8000” di Bernardette McDonald, Mulatero editore, per la sezione “Alpinismo e sport di montagna.
Il libro dedica un capitolo ad ognuno dei giganti di 8000 metri e racconta la sfida dell’uomo per conquistarne la vetta invernale: Everest, Manaslu, Dhaulagiri, Cho Oyu, Kangchenjunga, Annapurna, Lhotse, Shishapangma, Makalu, Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak, Nanga Parbat e K2.
Giovedì 6 alle 11 si parlerà di “Memorie della foresta” Bottega Errante Edizioni, di Damir Karakas, per la sezione “Libri per ragazzi”.
Trentatré capitoli che seguono la maturazione del protagonista, un ragazzino con un misterioso problema al cuore, che vive in un villaggio della Lika, nella profonda provincia balcanica. Sono gli anni Settanta e la sua è una famiglia patriarcale e rurale che abita ai margini di una foresta abitata dall’orso. È un libro sulla famiglia, sulle credenze e le stregonerie e i villaggi, sulla vita dura dei monti.
Alle 18 il quarto libro finalista “Ussita, deviazioni inedite raccontate dagli abitanti” per i tipi di Ediciclo, nella sezione “Guide e mappe”.
Un viaggio per scoprire il paesino nei Monti Sibillini colpito dagli eventi sismici del 2016/2017. Una guida dove la voce principale è quella della comunità che dialogando con scrittori, come WuMing2, artisti, sociologi, fotografi e storici, accompagna il “nonturista” per itinerari e sentieri cuciti sulle storie del passato, le sfide del presente e visioni di rinascita. 

L’ultimo libro del Premio Itas, per la sezione “Vita e storie in montagna” è “Mia sconosciuta”, edizioni Ponte alle Grazie, di Marco Albino Ferrari.
Sono molti altri i libri presentati nel corso della settimana all’interno della sezione “Emozioni tra le pagine”. Segnaliamo domenica 2 “Il segreto di Milla”, uno sguardo inedito sul mondo dei bambini e l’inclusione; i due libri di Sara Segantin, che è diventata ormai la Greta nostrana con “Steps, giovani alpinisti su antichi sentieri”, mercoledì alle 11.30 e “Non siamo eroi” alle 18 di sabato 8. E ancora “Il secolo della Sosat”, “Terra ultima chiamata” per capire la febbre del pianeta, e gli “82 quattromila delle Alpi in 60 giorni” di tre alpinisti.
Per chi volesse vederli tutti assieme, domenica 9 alle 11 ci sarà una tavola rotonda con tutti i vincitori.
Buona lettura.

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