Fisarmoniche, un amore da tramandare

Abbiamo incontrato Vittorio Vanzo nella sua affascinante bottega di fisarmoniche. Un uomo schivo ma dal grande cuore che ha dedicato la sua vita a questo strumento e che ora si adopera affinché tutto il suo sapere accumulato negli anni non venga disperso.

 

Entriamo nella bottega in punta di piedi come se stessimo varcando l’ingresso di un antico tempio sacro. La nostra attrezzatura fotografica stride con tutti gli oggetti presenti in questo silenzioso luogo che emana in ogni dove il fascino di antichi lavori ormai perduti e che assomigliano sempre più solo a storie che si raccontano la sera accanto al fuoco mentre fuori nevica.

ll pavimento scricchiola sotto i nostri piedi, apriamo una porta e Vittorio Vanzo è lì ad attenderci tra decine e decine di fisarmoniche. Con lui, anche l’amato nipote Nicolas che invece di rimanere incantato dall’ultimo modello di Playstation è stato stregato dalla passione del nonno. Ecco spiegata la sua presenza a quest’incontro. Anzi, l’incontro l’ha organizzato proprio lui perché crede che storie come quelle del nonno Vittorio debbano avere un’eco più ampio possibile in questo mondo che corre a mille all’ora.

Ed in effetti la storia di Vittorio è straordinaria sin dalla sua infanzia, quando a due anni e mezzo, vista la forte carenza di lavoro in valle, vede la sua famiglia trasferirsi armi e bagagli niente meno che in Grecia, a Rodi. Lì la promessa di un lavoro per il capofamiglia come boscaiolo grazie ad una campagna di rimboschimento voluta dal Duce.

Vittorio ci racconta la sua vita sfiorando i tasti delle fisarmoniche. Ce ne sono tantissime, alcune comprate, altre ereditate, altre ancora trovate nelle vecchie cantine o addirittura nella pattumiera, gettate come oggetti che non servono più.

La storia di Vittorio, la sua passione, il desiderio di trasmettere il suo sapere al nipote Nicolas continua sulle pagine de L’Avisio Inverno, scaricabile qui!

 

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