Il signore dei fiumi

Pubblicato nel 2012

In compagnia della sua canna da pesca ha fatto oltre cinquanta trasferte in giro per il mondo. Una passione nata da ragazzino sulle rive del Travignolo e poi cresciuta fino a portarlo in Scozia, Islanda, Canada, Alaska e in tanti altri luoghi del pianeta. Franco Bosin, predazzano, co-titolare del Pub Mirò di Pozza di Fassa, diverse volte all’anno lascia famiglia e Dolomiti per andare a pescare.

Alla base dei suoi viaggi quella che lui definisce una filosofia: «Pesco per stare in mezzo alla natura, per la lontananza dalla confusione, per l’attesa, per il confronto con il pesce. Negli ultimi anni nemmeno mangio ciò che pesco: il tempo di pesarlo, di fotografarlo e poi lo lascio di nuovo libero nel fiume». Un approccio ecologico alla pesca, possibile perché ormai da tempo utilizza non più il verme, ma la mosca, un’esca artificiale che non viene ingerita dal pesce e che quindi permette il suo rilascio senza provocare danni all’animale.

Per Bosin solo acque dolci e quasi esclusivamente salmoni, da quando, in Scozia, pescò il primo: «Il salmone è un pesce che nasce nei fiumi, trascorre la vita in oceano e ritorna a depositare le uova nello stesso punto dove è nato. Avere a che fare con un pesce che riesce a risalire la corrente alla ricerca delle sue origini è affascinante. Essendo un pesce d’oceano è molto combattivo e, inoltre, quando ritorna nel fiume smette di cibarsi. Quindi, abbocca alla mosca non per fame, ma per curiosità, territorialità, difesa del proprio spazio. Con lui inizia un confronto che può durare molto tempo. Ma che soddisfazione riuscire a vincere con un grosso esemplare». E di salmoni di grandi dimensioni Bosin ne ha pescati parecchi. Tra tutti, ne ricorda due in particolare: uno di 18 chili in Norvegia e uno di 25 chili in Alaska.

La pesca al salmone richiede molta pazienza e soltanto chi sa godere della bellezza di trovarsi in un ambiente incontaminato può affrontarla: a volte, soprattutto sul lato atlantico, in una settimana si pesca soltanto un esemplare. Non è quindi la disciplina più adatta per chi punta sulla quantità.

La gestione della pesca nel Nord Europa è completamente diversa da quella italiana. Lì anche i fiumi sono privati e un pescatore ne affitta un tratto (o un intero corso) per un po’ di giorni. Per la Scozia e l’Islanda la pesca è una vera e propria attività turistica che richiama ogni anni numerosi appassionati, disposti a pagare anche cifre non indifferenti.

Esistono agenzie viaggi specializzate che organizzano la spedizione nei dettagli, ma Franco Bosin preferisce gestire da solo la sua vacanza, andando a trovare i numerosi amici che ormai ha in tutto il mondo o affittando un camper per muoversi in libertà. Dorme in casette in legno che a volte distano decine di chilometri dal primo centro abitato: «È necessario stare bene con sé stessi, sapersi adattare e godere della bellezza dei posti che si visitano. Di certo, questa non è la vacanza adatta a chi ama i villaggi turistici».

Ma c’è un animale che rischia di rovinare l’esperienza della pesca in luoghi isolati e inviolati. Non si tratta del grizzly che molti temerebbero di incontrare (“Non bisogna averne paura: l’orso ti guarda e se ne va”, racconta Bosin), ma delle zanzare, insetto che pochi associano a luoghi come il Nord Europa, l’Alaska o il Canada: «Ho visto chalet infestati da questi fastidiosi animaletti, ma pochi mi credono. Ci sono tanti luoghi comuni intorno alla Scandinavia, l’Islanda o il Nord America. Per esempio, che faccia sempre freddo: io in Alaska ho trovato anche 30 gradi. Ma il bello di questi luoghi è che d’estate c’è sempre luce: uno spettacolo affascinante».

La riva di un fiume può essere anche l’occasione per fare incontri che mai ti aspetteresti: in Islanda, seduto con un amico a cena, dopo una giornata di pesca, Franco ha notato due vicini di tavolo conosciuti più per le loro doti musicali che per quelle di pescatori: Eric Clapton e Roger Waters, ex Pink Floyd.

Bosin si è cimentato anche nella pesca in mare, affrontando pure il marlin, il pesce reso mitico dai racconti di Ernest Hemingway. Ma l’esperienza non lo ha emozionato come quando si cimenta con la pesca al salmone: «In mare si è dipendenti dalla guida e non devi far altro che aspettare che il pesce abbocchi. L’ho trovato poco stimolante».

Tra i viaggi da sogno di Franco Bosin, due destinazioni non proprio turistiche: la regione del Labrador in Canada e la penisola della Kamchatka, la propaggine più estrema della Russia, la zona con la più alta concentrazione di orsi al mondo. «La fortuna è che il salmone vive nei luoghi più belli del pianeta», dice Bosin, che chiaramente non è il tipo da vacanza in spiagge superaffollate.

Monica Gabrielli

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