Furio Brigadoi/Francesco Briosi: intervista doppia

Dal magazine invernale dalla US Dolomitica un’intervista doppia che mette a confronto un atleta di ieri e uno di oggi, Furio Brigadoi (1948) e Francesco Briosi (2005). 

Furio Brigadoi

Anno di nascita 1948

Ex atleta Gruppo Sportivo Fiamme Gialle

Ex atleta squadra nazionale B

Allenatore

L’EMOZIONE SPORTIVA PIÙ GRANDE

Oltre alle bellissime esperienze vissute partecipando ad alcune gare di Coppa del Mondo e diverse gare di Coppa Europa come atleta, credo di aver provato le emozioni sportive più grandi come allenatore. In particolare quando, dal 1994 al 1996, ho allenato la squadra nazionale A di slalom. Di quegli anni ricordo soprattutto i podi in Coppa del Mondo di Fabio De Crignis negli Stati Uniti e di Kurt Ladstätter a Madonna di Campiglio.

IL MIO SOGNO SPORTIVO NEL CASSETTO

Il mio sogno era quello di gareggiare con costanza nella squadra A a fine anni Settanta, proprio negli anni che sancirono l’inizio della Valanga Azzurra. Purtroppo, un infortunio in gara mi ha costretto a fermarmi per una stagione, bloccando di fatto la mia carriera di atleta.

COSA INVIDIO AGLI SCIATORI D’OGGI

Gli sciatori d’oggi hanno possibilità che noi non potevamo nemmeno immaginare in termini di disponibilità di piste e impianti. Basti pensare che con i miei amici salivo, sci in spalla, fino al Miola: sul pendio di fronte piantavamo i pali fatti da noi per fare slalom e poi scendevamo su questo tracciato improvvisato.

PERCHÉ SONO FELICE DI ESSERE STATO UNO SPORTIVO DEL PASSATO

Da atleta e da allenatore ho potuto vivere la transizione fino allo sci moderno, molto diverso rispetto al passato sia per quanto riguarda i materiali, sia per la tecnica di sciata. Io facevo gigante con gli sci da 2.15, lunghezza che ora si usa per SuperG e discesa, mentre per il gigante si utilizzano quelli da 1.90. Lo slalom si faceva con gli sci da 2.07 (ora 1.65). C’è una bella differenza!

COS’È LO SCI PER ME

Mi ritengo fortunato per aver potuto lavorare per tanti anni nel mondo dello sci, che è un bellissimo ambiente. Al di là delle esperienze professionali, che mi hanno regalato belle soddisfazioni, lo sport è comunque sempre una scuola di vita perché insegna anche a perdere, a cadere per poi rialzarti.

LA DOLOMITICA IN TRE PAROLE

Ne dico una: fondamentale. Senza la Dolomitica, infatti, io non avrei probabilmente avuto una carriera sportiva. Merito anche di mio padre Rinaldo, che è stato dirigente di questa società sportiva. Lui accompagnava me e i miei amici a fare le gare con la sua Fiat 600, caricando gli sci sul portapacchi.

FRANCESCO BRIOSI

Anno di nascita: 2005

Iscritto al secondo anno del liceo artistico e allo Ski College di Pozza di Fassa

Categoria allievi 2

L’EMOZIONE SPORTIVA PIÙ GRANDE

L’emozione sportiva più grande finora è stata quella di riuscire a superare le selezioni per entrare nel progetto Ski College, che mi permette di conciliare scuola ed allenamenti, anche se comunque non è sempre facile!

IL MIO SOGNO SPORTIVO NEL CASSETTO

Il mio sogno è quello di continuare a crescere da un punto di vista sportivo e riuscire così ad ottenere risultati sempre migliori.

COSA INVIDIO AGLI SCIATORI DEL PASSATO

Agli sciatori del passato invidio la capacità di compiere grandi imprese con pochi e semplici mezzi a disposizione.

PERCHÉ SONO FELICE DI ESSERE UNO SPORTIVO D’OGGI

Sono felice di essere uno sportivo d’oggi perché l’ambiente sportivo è curato a 360 gradi nei minimi dettagli, dalla scelta e preparazione dei materiali in base alle caratteristiche fisiche di ogni atleta, all’allenamento estivo a secco e in ghiacciaio, con un’attenzione particolare anche alla preparazione mentale.

COS’È PER ME LO SCI

Lo sci e più in generale lo sport sono per me una grande passione, uno stimolo continuo che mi dà forti emozioni, una sensazione di libertà, di conquista e di appagamento.

LA DOLOMITICA IN TRE PAROLE

La Dolomitica per me è sempre stata sinonimo di amicizia, gruppo, voglia di fare sport divertendosi e incoraggiandosi a vicenda!

 

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