Genitori narcisisti all’assalto della scuola

a cura del dott. Paolo Degasperi

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È già da parecchio tempo che si legge di genitori che aggrediscono, non solo verbalmente, qualche insegnante per un brutto voto o un rimprovero ricevuto da un figlio a scuola. Ho sentito di genitori inferociti che hanno chiesto alla dirigente la “testa” di una professoressa di scuola media perché aveva osato punire una classe rumorosa con una verifica a sorpresa che “aveva turbato la serenità della figlia perché le avrebbe rovinato la media scolastica” e perché “ le verifiche a sorpresa non si possono assolutamente fare”. Ben lontani i tempi in cui noi si trepidava quando il professore apriva il registro e sceglieva le vittime sacrificali per l’interrogazione della giornata! Ultimamente ha fatto molto scalpore la professoressa di scienze dell’Istituto “Viola Marchesini” di Rovigo che, in ottobre, era stata colpita al volto da pallini di gomma sparati da una pistola ad aria compressa di un ragazzo durante una lezione del primo anno mentre i compagni, sghignazzando, riprendevano la scena con il telefonino. Dopo alcuni mesi la situazione è la seguente: nessun provvedimento, mentre l’insegnante ha cambiato classe. L’Istituto non ha sospeso nessuno perché un genitore ha bloccato tutto per un errore di trascrizione nella notifica della sospensione e, a questo punto, c’è da pensare che qualche genitore abbia a sua volta sghignazzato per l’errore della scuola anziché riprendere il proprio ragazzo. Risulta infatti, da quanto ha riferito la professoressa al Corriere, che solo un genitore si è scusato con lei dell’accaduto e bene ha fatto, a questo punto, a denunciare gli studenti della classe perché così dovranno rispondere, prima o poi, a qualcuno del loro comportamento. Ma come è possibile che si arrivi a tanto? Purtroppo siamo di fronte a genitori sempre più narcisisti che non riescono a tollerare un insuccesso dei figli e nemmeno che venga indirettamente messa in discussione la loro presunta competenza genitoriale da una nota comportamentale o da un semplice richiamo fatto dalla scuola. Un tempo, se un ragazzo prendeva una nota da un insegnante, tremava all’idea di doverla far firmare dal genitore, oggi, si tende a difendere il figlio e a prendersela con il docente che ha osato richiamarlo. E gli insegnanti non devono solo guardarsi dai genitori, ma anche da certi dirigenti che evitano di punire gli alunni che bullizzano, bestemmiano, si fanno selfie in pose oscene, smontando le note dei docenti o costringendoli a “rivedere” i fatti per “non avere rogne”, ma anche perché la conoscenza di questi episodi non vada a inficiare il buon nome della scuola. La stessa bocciatura, in molti casi, viene scongiurata per paura di un ricorso. Insomma, I genitori non non sono più sentiti dalla scuola come degli alleati, ma come una minaccia. La diga famiglia, infatti, in certi casi è saltata da un pezzo o comunque presenta molte falle perché oggi tanti genitori rinunciano all’azione educativa che dovrebbero esercitare e se tenta di farlo la scuola, non lo accettano. Il fatto è che di fronte a un figlio adolescente, tanti genitori preferiscono evitare qualsiasi conflittualità perché è più importante mantenere in famiglia un rapporto amorevole a costo di lasciargli fare quello che vuole. Si è infatti capovolto il rapporto affettivo tra genitori e figli come ha ben evidenziato lo psicoanalista Massimo Recalcati; non sono più i figli a cercare l’amore dei genitori, ma i genitori che cercano l’amore dei figli. Molti di essi, così, non riescono più a dare loro delle regole e dei limiti da rispettare e se li danno, sono molto laschi. Anche perché assistiamo sempre più a un numero esponenziale di separazioni dove i figli vengono usati, non di rado, come randelli per farsi male. Ne escono figli spesso disorientati, senza guida, senza riferimenti precisi che portano a scuola il loro disagio. Ma anche figli trascurati da papà assenti e madri troppo ansiose che limitano la loro autonomia rendendoli fragili o ribelli. O ancora, genitori entrambi troppo occupati e quindi assenti, pieni di sensi di colpa che quindi concedono tutto per mettersi la coscienza a posto crescendo così dei figli lasciati nella loro onnipotenza, senza contenimento e arroganti. Tutto ciò spesso sfocia in comportamenti provocatori e maleducati di cui ormai ogni classe è popolata. E quando questi casi sono parecchi, gli insegnanti impiegano mezza lezione a tacitare, richiamare, sedare tumulti per cui l’apprendimento ne risente non poco. Poi, certo, non si può neppure scaricare tutto sui genitori perché, soprattutto nelle nostre Valli, la responsabilità educativa molti ancora se la prendono e sappiamo anche che ci sono degli insegnanti che avrebbero dovuto scegliere un altro mestiere. Insegnanti che mancano di autorevolezza, senza carisma, che non sanno motivare e accendere fuochi nei ragazzi, ma per fortuna non sono molti. Ci sarebbe bisogno di una selezione più attenta, di classi meno numerose e di meno burocrazia che in questi anni è aumentata a dismisura assorbendo tante energie da parte di docenti sempre più messi a dura prova, oltre che mal pagati. Ma sembra che la scuola sia l’ultimo pensiero di tanti nostri politici perché, alla fine, è più facile governare un popolo ignorante piuttosto che istruito e consapevole.

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