Gente dei Monti Pallidi: un viaggio nella storia

“Bondì Dolomites – Gente dei Monti Pallidi – Vita, cultura, ingegno” è il titolo dell’opera coordinata da Alfredo Weiss e Renato Constantini pubblicata in questi giorni da Nuovi Sentieri, con il patrocinio del Credito Cooperativo delle Dolomiti.

E’ un’opera corale di 442 pagine che abbraccia le Dolomiti: lo scrigno racchiuso fra tre provincie e due regioni. «Scorrendo l’infinita bibliografia esistente sul mondo dolomitico c’eravamo accorti – scrivono nella prefazione i due coordinatori – come fosse carente l’approfondimento legato alla quotidianità della gente. Per noi è importante comunicare gli adattamenti di queste fiere popolazioni che, giorno dopo giorno, epoca dopo epoca, sono riuscite a vivere in luoghi tanto belli quanto difficili e inospitali».

Ecco quindi l’idea di interpellare una nutrita schiera di studiosi, esperti, enti e associazioni per far emergere «L’ingegno e l’intelligenza, unitamente a un ammirevole e talvolta smisurato coraggio di uomini e donne che seppero trovare le giuste soluzioni per vivere nelle ristrettezze dell’ambiente montano».

Non è stato facile trovare i testimoni adatti a descrivere una realtà così complessa ma anche trasformare gli interventi in tasselli adatti a creare un “puzzle” così variegato. «Mi sono reso subito conto – spiega Weiss – della vastità del programma e ho avuto non poche perplessità sulla sua riuscita. Credo comunque che con l’aiuto di tanti collaboratori la “squadra” sia riuscita a sottolineare gli aspetti distintivi e le esperienze di vita della “Gente dei Monti Pallidi” quali l’ambiente, il lavoro, l’emigrazione, le associazioni solidaristiche, la scuola, il volontariato, l’arte, il divertimento, la storia e lo sviluppo».

Rimane nei curatori la consapevolezza di aver portato a termine un intervento culturale di qualità, capace di produrre nei lettori interesse e curiosità. Sfogliando il ponderoso libro cresce l’ammirazione per queste genti che nelle varie epoche hanno saputo confrontarsi con molteplici attività, andate oltre ai limiti di una povera economia di sussistenza. Dal libro emerge la capacità di spingersi in campi insospettabili ammirevoli per l’ingegno, lo spirito di ricerca, la voglia di conoscenza e l’eleganza delle soluzioni adottate.

Il libro apre con un omaggio alle donne e la montagna per poi proseguire in un lungo cammino che dagli aspetti geologici e naturalistici arriva alle origini delle genti dei Monti Pallidi, la storia, l’organizzazione sociale, l’economia, la cultura. Il lettore è aiutato in questo percorso da approfondimenti tematici di grande interesse.

E così la persona curiosa può cogliere la ricchezza di espressione delle popolazioni dolomitiche capaci di cimentarsi con successo nella scultura, nella lavorazione del vetro, nella produzione di strumenti musicali, nell’arte della filigrana, negli occhiali, nelle chiavi e in tante altre attività non necessariamente rimaste all’interno del territorio dolomitico.

Il libro raccoglie un numero considerevole di immagini, in parte fotografie, ma spesso riproduzioni di opere dei primi esploratori e artisti che hanno immortalato i paesaggi dei Monti Pallidi.

Giberto Bonani

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